La Lettera pastorale: alla riscoperta del Battesimo

Il Battesimo non è un rito di iniziazione, non segnala solamente l’adesione di un discepolo che segue e imita il maestro, ne accoglie la sua dottrina, ne rende testimonianza, ma è qualcosa di più. È Cristo che vive nel battezzato. Si realizza così un’unione inscindibile e definitiva tra Dio e l’uomo, e l’uomo diventa figlio nel figlio. San Paolo nella Lettera ai Galati esplicita benissimo questa verità con la famosa frase «non sono più io che vivo ma Cristo vive in me».

Per questo ogni cristiano è reso partecipe dei tre doni, tre caratteristiche che Gesù ha realizzato in pienezza nella sua persona.

Ogni Cristiano nel Battesimo diventa re, sacerdote, profeta. Ogni Cristiano è il re nel senso che è chiamato a regnare nella vita, ma non essere schiavo del mondo e dei poteri di questo mondo. Essere sacerdote vuol dire collegare l’uomo con la divinità, offrendo come ogni sacerdote la propria esistenza a Dio in intima Unione con Cristo.

E infine ogni Cristiano è profeta, cioè è chiamato ad avere uno sguardo diverso sulla realtà, uno sguardo di Fede che sappia leggere gli eventi privati e del mondo, in ogni momento sappia indicare il progetto di Dio.

Daniele Masciadri