La nostra Chiesa ha aperto le porte Domenica 21 giugno ai Direttori degli Uffici Catechistici della Regione Lazio che si sono incontrati nella casa di Spiritualità del Santuario N.S. di Fatima per un pomeriggio di riflessione e di condivisione sul Documento “L’Iniziazione alla vita cristiana nella prima età della vita e l’identità dei padrini e madrine” approvato dal Consiglio Episcopale Permanente il 24 marzo 2026 e inviato alle Conferenze Episcopali Regionali per accoglierlo e trasformarlo in proposta pastorale. L’incontro è stato guidato da Sua Eccellenza Mons. Mariano Crociata presidente della Commissione Regionale Dottrina della Fede, l’Annuncio e la Catechesi.
I lavori sono iniziati con la presentazione delle linee fondamentali del Documento ponendo in rilievo alcuni punti fondamentali: le urgenze dell’Iniziazione cristiana oggi; le prospettive future alla luce dell’emergenza educativa.
Particolare attenzione è stata data alla figura dei padrini e delle madrine, sottolineando i problemi che si incontrano circa la loro identità e il ruolo di sostenere il cammino della fede dei ragazzi, la scelta più opportuna da compiere per rendere questa figura significativa, ridefinendone l’essenza ecclesiale che li rende espressione della comunità della quale si entra a far parte per il dono del Battesimo e che alimenta e sostiene il cammino di fede. Si è condiviso come la questione dei padrini e delle madrine trovi il suo senso autentico solo all’interno di una rinnovata comprensione della comunità cristiana come soggetto generativo della fede. È apparso con chiarezza che la difficoltà odierna non riguarda soltanto l’individuazione di persone idonee a svolgere il ruolo di padrino o madrina, ma investe più profondamente la capacità delle nostre comunità di accompagnare le famiglie, di sostenere gli adulti nel loro cammino di fede e di offrire relazioni significative capaci di testimoniare il Vangelo nelle diverse stagioni della vita.
In questa prospettiva, si è sottolineata la necessità di superare una lettura riduttiva del padrinato come semplice requisito richiesto per la celebrazione dei sacramenti, recuperandone invece il valore ecclesiale di testimonianza, accompagnamento e mediazione tra la famiglia e la comunità cristiana. La riflessione ha inoltre messo in evidenza come il tema dell’Iniziazione cristiana dei ragazzi rimandi inevitabilmente alla formazione degli adulti. In molti interventi è stata sottolineata la necessità di considerare la catechesi dei figli come un’occasione privilegiata per incontrare i genitori, accompagnarli e aiutarli a riscoprire la fede. Un ulteriore elemento condiviso riguarda il ruolo della comunità ecclesiale nel suo insieme. È emersa infatti l’esigenza di valorizzare maggiormente la corresponsabilità tra sacerdoti, catechisti, famiglie, associazioni, movimenti e realtà educative presenti sul territorio, affinché l’Iniziazione cristiana possa essere realmente vissuta come esperienza ecclesiale e non come un percorso affidato a pochi operatori pastorali.
I gruppi di lavoro che sono seguiti hanno approfondito i temi proposti condividendo le esperienze pastorali di ogni Diocesi. Al termine il momento di restituzione assembleare ha delineato alcuni punti fondamentali come la necessità di valorizzare la comunità cristiana come soggetto generativo della vita di fede; l’importanza di promuovere una progettualità pastorale che riconosca nei Consigli Pastorali Parrocchiali autentici luoghi di discernimento e di corresponsabilità ecclesiale; la formazione dei catechisti come dimensione educativa, spirituale e pedagogica del loro ministero, definire con chiarezza l’identità dei padrini e delle madrine; definire criteri condivisi di discernimento che possano orientare le famiglie nella scelta dei padrini e delle madrine; la necessità di chiarire gli elementi costitutivi di un autentico percorso di Iniziazione cristiana;la predisposizione di itinerari formativi strutturati che possano accompagnare tali figure nella comprensione del proprio compito ecclesiale; la proposta di individuare, all’interno delle comunità cristiane e con il coinvolgimento dei Consigli Pastorali, alcune figure di riferimento capaci di svolgere una funzione di accompagnamento e di mediazione tra la comunità e le famiglie; rinnovare il linguaggio utilizzato nei percorsi di Iniziazione cristiana, superando terminologie e modelli eccessivamente legati all’ambito scolastico o esclusivamente sacramentale, favorendo un linguaggio più coerente con la natura esperienziale, relazionale e comunitaria del cammino cristiano.
Queste linee condivise verranno consegnate ai Vescovi della CEL per una ulteriore e qualificata riflessione che potrà tradursi in linee pastorali per le Chiese del Lazio. Molte delle riflessioni proposte sono già presenti nella nostra Chiesa e questo ha restituito la significatività delle scelte pastorali operate negli ultimi anni circa l’Iniziazione cristiana e la ridefinizione della figura del padrino e della madrina. Il carattere della fraternità e della speranza ha accompagnato tutto il pomeriggio, con uno stile sinodale nella consapevolezza di essere tutti nello stesso cammino, chiamati a parlare sempre più lo stesso linguaggio.
Gianluca Zelli




