La prima professione religiosa di Michele negli Oblati di Maria Vergine

Con gioia la Comunità degli Oblati di Maria Vergine annuncia che sabato 8 novembre, alle 12, presso il Santuario Nostra Signora di Fatima,a San Vittorino, Michele Potenza emetterà la prima professione religiosa. nelle mani del Superiore Provinciale Padre Roberto Jokanovic, consacrando la sua vita al Signore con i voti di povertà, castità e obbedienza.

Riportiamo la testimonianza del professo.

«Mi chiamo Michele Potenza e ho 37 anni. Se penso all’origine della mia storia vocazionale devo tornare indietro di 13 anni. Era il febbraio del 2012 ed ero giunto agli ultimi due anni di studio all’università. Ricordo che era da poco conclusa la sessione di esami e che avevo del tempo libero a disposizione prima di ricominciare un nuovo semestre di lezioni. Lo ricordo come un periodo di insoddisfazione, di aridità, avvertivo che tutto ciò che avevo e facevo non mi bastava, cercavo il senso della mia vita. Leggendo un libro di spiritualità ricordo che iniziava a farsi sempre più spazio nella mia mente il pensiero di una vita eterna. Queste due parole risuonavano di giorno in giorno con maggior forza. Pensando alla vita eterna la mia anima si riempiva, sentivo gioia, pienezza, ero consolato, e questa dolcezza permaneva. Poi come in un lampo ho inteso che è tutto vero, e cioè che sono fatto veramente per la vita eterna, e che questa vita eterna mi è data in Cristo Gesù. Quella Persona che mi avevano presentato al catechismo esiste, ed è viva. Da lì la mia vita è cambiata, e più precisamente è cambiata la prospettiva. Avevo trovato il senso ultimo dell’esistenza, l’orizzonte, e tutto il mio fare, lo studio, le amicizie, le attività ricreative, oramai acquistavano il proprio valore solo se subordinate a questo fine ultimo. All’interno di questo clima ho iniziato un percorso di discernimento vocazionale ignaziano, e cioè un periodo di ascolto della mia coscienza che mi ha aiutato a prendere consapevolezza del desiderio di consacrarmi totalmente a Dio per le mani di Maria».