«Le sette ultime parole» ai Reali, concerto del maestro Panfili

Un filo invisibile ha collegato, attraversando spazio e tempo al vibrare di un pianoforte, la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Tivoli – 2026 – e la Cattedrale di Cadice, il venerdì santo 1786.

Era uso, in molte cattedrali e in diverse chiese romane, solennizzare il venerdì di Passione con la celebrazione dell’agonia di Gesù, da svolgersi, a finestre rigorosamente chiuse, nell’oscurità. Si alternavano la lettura del Passio, i sermoni del Prelato sulle 7 ultime parole di Gesù, e tempi di meditazione musicale. Fu il Vescovo di Cadice a commissionare a Franz Joseph Haydn le musiche meditative per quell’anno. Ne nacque una composizione per orchestra che divenne così celebre da esser riadattata in versione cameristica e poi in forma di oratorio dallo stesso autore. Alla fine del ‘700, ne fu pubblicato a Napoli un adattamento per pianoforte, edito da Marescalchi.

È questa versione pianistica che ha trasportato un gruppo di spettatori, domenica 22 marzo 2026, in un profondo raccoglimento spirituale ed emotivo. Il professor Pasquale Apolito leggeva solennemente il Passio, fermandosi dopo ognuna delle ultime Parole del Signore. Seguiva la sonata relativa, per le mani del Maestro Andrea Panfili sui tasti del pianoforte Schimmel a mezza coda presente in Parrocchia.

Questo il titolo dell’opera, in quella rara edizione settecentesca: “Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce, consistenti in Sette Sonate con una Introduzione ed al fine un Terremoto”.

Il momento è stato offerto da Andrea Panfili nella domenica che precede la Messa della Passione del Signore – le Palme – come introduzione, quasi un ritiro spirituale, alla Settimana Santa.La qualità artistica di Panfili e Apolito, la solennità della sala XXII Apostoli della parrocchia Sacro Cuore, l’ascolto attento dei partecipanti e la qualità del pianoforte hanno aperto una finestra meditativa che ha unito i presenti ai fedeli dell’originaria Cattedrale di Cadice e a quelli di innumerevoli chiese e salotti dove l’opera è stata eseguita in una delle sue versioni.

Un momento significativo, che ha lasciato il desiderio di riascoltare il Maestro Panfili in nuovi concerti.

Andrea Patanè, parroco