Lectio di Avvento di vicaria a Cave con don Giulio Maspero

La Chiesa è un crocevia di diverse attività: all’interno di un unico spazio si incontrano fede, preghiera, conforto e molteplici scambi; è un luogo fecondo dove oltre alla ritualità trova spazio il confronto. Proprio questo è accaduto nella terza domenica di Avvento nella nostra parrocchia San Carlo Borromeo a Cave in occasione della lectio tenuta da don Giulio Maspero, docente di Teologia Trinitaria alla Pontificia Università della Santa Croce. Diverse persone si sono messe in ascolto delle sue parole, occupando più della metà dei banchi della Chiesa.

La lezione si è concentrata sul Concilio di Nicea (325) e sul mistero della Trinità anche in prospettiva del Natale, collocandosi nella cornice generale della mostra Luce da luce. Nicea 1700 anni dopo presentata al Meeting di Rimini ed esposta alla Pontificia Università della Santa Croce. In un momento di crisi della Chiesa, causato dalla predicazione del vescovo Ario, a Nicea si stabilisce la base per una fede comune, confortata nella certezza dell’Amore paterno di Dio, che è Padre e non si limita a fare il padre; questa è “una notizia che ci libera” – ci spiega don Maspero – e ci permette di riconoscerci figli di Dio e quindi fratelli. A Nicea si ribadisce che Cristo è Dio e che nella sua nascita sulla Terra, nel suo Natale, il Verbo si incarna e si fa uomo.

Il Concilio di Nicea si tiene all’interno di una basilica romana, luogo chiave della vita civile, ed è così che la cristianità opera nel mondo irradiando la sua fede anche negli spazi laici. È su questo che ci confrontiamo con don Maspero in un momento dopo la lezione, ritagliato per realizzare un’intervista per il nostro giornalino parrocchiale, quando gli chiediamo come il cristianesimo possa continuare a esercitare il suo ruolo di sintesi e di conciliazione tra la storia e la contemporaneità, e quindi poter portare ancora il suo messaggio nel futuro.

Don Maspero ci parla di nuovi canali usati per annunciare la parola di Dio: «tu puoi trovare in Internet delle cose incredibili, fatte benissimo, è un fenomeno che adesso si ripete costantemente dall’Austria alla Francia, in Italia non ancora. Io sono molto convinto che sta per arrivare una primavera, perché la teologia, o almeno la fede, è inarrestabile. […] Quindi quello di cui c’è bisogno è proprio questo, questa concretezza, questo arrivare. Perché le domande ci sono, i cuori aspettano Cristo, no? Anzi, io penso che voi giovani in modo particolare, siete di una freschezza, di una bellezza, cioè, c’è tanta vita in voi e arriverà una primavera».

Un esempio di nuovi strumenti cristiani sono i video dei corsi Alpha, guardati insieme nelle case, grazie ai quali si ritorna in qualche modo a un cristianesimo personale, non istituzionale, fondato su un incontro con Dio informale, ma potente. Tenere a mente le verità di Nicea è un modo per rafforzare la solidità di un cristianesimo intimo, che riconosca nella divinità di Dio anche la sua misteriosa Umanità, vicina e allo stesso tempo trascendente. Ringraziamo don Maspero e gli altri curatori della mostra (Leonardo Lugaresi, Giulio Maspero, Paolo Prosperi, Ilaria Vigorelli) per averci fatto un gran bel regalo di Natale venendo nella nostra parrocchia a tenere questa lectio, speriamo ci potranno essere altre occasioni di confronto.

Silvia Foschi e Aurora Chialastri