Lectio Divina a Santa Lucia in Palestrina per la VII vicaria

Giovedì 11 dicembre presso la chiesa di Santa Lucia a Palestrina il vescovo Mauro ha guidato la Lectio divina di Avvento per la VII vicaria.

Numerosi i fedeli intervenuti dalle diverse comunità parrocchiali di Palestrina e Castel San Pietro Romano per questo momento di ascolto e di approfondimento della Parola. Dopo un canto di invocazione allo Spirito Santo e una breve preghiera introduttiva è stato letto il brano dell’incontro di Filippo con l’eunuco, narrato in Atti 8, 26-40.

Mons. Parmeggiani ha introdotto il suo intervento e spiegato che la Lectio sarebbe stata intessuta alla luce della lettera pastorale, evidenziando i tratti battesimali del testo preso in esame. Ha quindi contestualizzato il racconto nel libro degli Atti, collocando la figura di Filippo nell’ambito della persecuzione culminata con la lapidazione di Stefano, martirio al quale il protagonista di questo episodio probabilmente ha assistito. 

«Alzati e va’» sono queste le prime parole rivolte dall’angelo a Filippo, nella pericope presa in esame: dalla crisi prende avvio qualcosa di nuovo, la prova attraversata non è inutile ma un momento fecondo. Così la croce rivela una nuova logica.

Il brano parla poi di una “strada deserta”; il Vescovo ha messo in evidenza come Filippo sia stato un servo fedele, non ha cercato una logica in queste parole dell’angelo, lascia fare al Signore. Questa è la consapevolezza battesimale: siamo amici di Dio, abbiamo ricevuto una chiamata e la nostra salvezza sta nel realizzare il progetto di figli di Dio. Soffermandosi sulla parola “deserto” Monsignor Parmeggiani ha messo in evidenza quindi come il battesimo di Gesù sia avvenuto in una zona desertica, che nel deserto Gesù è stato tentato dal diavolo.

Il deserto è il luogo in cui l’uomo tocca la debolezza e la fragilità: o c’è Dio che lo salva, oppure l’uomo è finito. Ovviamente ci sono diverse forme di deserto, tra gli altri il deserto esistenziale, che è quello della malattia o del peccato. Quello vissuto anche da Gesù sulla croce. Nel deserto si vivono la solitudine e l’abbandono, si ha sete, è nel deserto che Dio trova lo spazio per la sua opera. Il Vescovo ha quindi richiamato l’importanza del silenzio in questo periodo di Avvento, silenzio per accogliere il Dio che viene, che si fa presente in mezzo agli uomini. Viene il Signore a salvarci, il deserto si trasforma in un giardino, perché Dio vuole fare rifiorire la nostra vita. Quindi nel suo deserto esistenziale Filippo incontra il deserto dell’eunuco; egli è un etiope, un uomo potente ma allo stesso tempo menomato, escluso dalla comunità perché non generativo. Il viaggio dell’eunuco non è dunque semplicemente un viaggio fisico ma un viaggio più profondo, nelle scritture, per conoscere Dio e, conoscendo Dio, conoscere se stesso.

Questo viaggio non si fa da soli, ha sottolineato il Vescovo, ma nella fraternità, nella comunità cristiana nella quale il Battesimo ci ha inseriti. In questa fraternità ognuno è responsabile della fede e della vita dell’altro, come Filippo che si fa prossimo dell’eunuco; la fede anima la comunità nel desiderio di costruire insieme qualcosa per Dio, altrimenti si è solo abitudinari. Due atteggiamenti aiutano a costruire la fraternità: vedere sempre il bene dell’altro e dirlo, quindi stimarsi, e poi la correzione fraterna, aiutare l’altro con coraggio e carità. I gruppetti ristretti che spesso si trovano nelle nostre realtà contraddicono la comunione, ha ammonito il Vescovo.

Maria Teresa Ciprari