L’indulgenza plenaria, dono del Giubileo

Il dono più grande del Giubileo è l’indulgenza plenaria. Per comprenderne il significato e la valenza, partiamo da un presupposto: tutti siamo peccatori, nessuno escluso. Guardando dentro di noi, nel profondo del nostro spirito, vedremo con certezza le nostre mancanze e i nostri peccati, cioè quegli atti volontari compiuti contro la legge divina, ossia il comandamento di amare Dio, il prossimo, sé stessi.

Il peccato produce nel nostro intimo due conseguenze. La colpa e la pena. La colpa viene pienamente assolta dal Sacramento della Riconciliazione (Confessione): il Signore perdona i nostri peccati se li confessiamo, tutti quelli in cui siamo incappati dall’ultima Confessione, con sincerità e con animo pentito.

Tuttavia, questi peccati portano con sé il frutto negativo di una colpa temporale da scontare, per la giustizia misericordiosa di Dio, dopo la nostra morte.

È da questa ulteriore “cicatrice” del peccato che ci libera l’indulgenza plenaria giubilare così che le nostre anime possono ritenersi pienamente tornate a Dio.

Occorre avere delle condizioni per ricevere il dono della indulgenza:

  • La visita ad una delle Basiliche principali di Roma (San Pietro, San Paolo, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore) che hanno la “porta santa”, oppure la visita ad una delle Chiese giubilari della nostra Diocesi (le Cattedrali e i santuari mariani di Quintiliolo, di San Vittorino, della Mentorella, di Genazzano e di Paliano);
  • La Confessione;
  • La Comunione;
  • La preghiera, nella Chiesa giubilare, per le intenzioni del Papa;
  • La completa disaffezione (distacco) per ogni peccato, anche veniale, nel nostro cuore.

Stante tutte queste condizioni, il fedele può ricevere l’indulgenza plenaria.

Questo immenso dono può essere ricevuto per un fedele defunto e ad esso “indirizzato”: questo potrà fare in modo che il Signore, nella sua bontà, conduca la sua anima dal Purgatorio – dove si presume stia attendendo la purificazione dalle pene temporali – al Paradiso. 

Ludovico Borzi