L’Ottavario di sant’Agapito martire ed il ricordo di Camilla Cecconi

È stata celebrata lunedì 25 agosto in cattedrale a Palestrina la Messa conclusiva delle feste patronali dedicate a sant’Agapito martire. A presiedere la celebrazione il vescovo Mauro, con i Canonici ed i sacerdoti della Diocesi. Durante la liturgia eucaristica è stata ricordata la giovane Camilla Cecconi, ad un anno dal tragico incidente che prematuramente l’ha portata in cielo mentre si recava in parrocchia per la Messa domenicale.

Nella chiesa gremita di persone, alla presenza di tanti giovani, mons. Parmeggiani nella sua omelia ha tracciato gli elementi in comune ad Agapito e Camilla.

«Agapito e Camilla – ha detto il Vescovo – hanno avuto in comune la “giovinezza”, una giovinezza spesa bene, ed ancora hanno avuto in comune l’incontrare sorella morte in giovane età».

«Distantissimi nel tempo – ha proseguito la sua riflessione il Vescovo – ma vicini nell’amare e nel testimoniare il Signore, Agapito e Camilla sono due giovani che gridano con la loro vita ed il loro esempio a tutti e a chi è giovane in particolare: non buttate via la vita, vivete al meglio ogni momento che vi è dato, amate, perdonate, servite, riempitevi di amici, ascoltate, esortate tutti a lasciare il male e a scegliere il bene».

Monsignor Parmeggiani ha messo ancora in evidenza tante altre caratteristiche.

Quelle della fede giovane di Agapito e di Camilla, una giovane che possiamo facilmente immaginare come uno di quei santi della porta accanto spesso nominati da papa Francesco. Coraggio, gioia, amore verso gli altri, speranza non in cose piccole ma in cose grandi, capacità di andare controcorrente. Questi i tratti distintivi di questi due ragazzi, generosi, «capaci anche di pensare alla morte senza paura e farla diventare un gesto di amore, una testimonianza. Camilla, al momento della maggiore età, aveva scelto di donare i suoi organi in caso di morte. E così è stato».

«È interessante – ha poi detto il Vescovo – ciò che è stato trovato nel diario di Camilla, “Durante la confessione – aveva scritto – ho espresso la mia paura di scegliere il male per il futuro anche involontariamente. Il prete che mi ha confessato mi ha detto che l’unica cosa di cui avere paura è perdere Dio” e ha poi continuato ad annotare: “Ho capito il timore di Dio, la paura di perdere Dio”».

In cinque punti ancora il Vescovo ha sintetizzato “gli insegnamenti” di queste due giovani vite: la vita è un dono che viene da Dio e va spesa bene; la vita va vissuta con una fede operosa; il Signore sta al centro della vita e delle azioni; l’Eucaristia dona la forza di vivere la fede; il cammino di un cristiano va con speranza verso l’eternità. In tutta fretta, breve scritto con riflessioni della giovane, è stato pubblicato da OasiApp, a cura di don Bruno Sperandini.

Maria Teresa Ciprari