L’installazione Martirio supera la dimensione del mero esercizio estetico per trasformarsi in uno specchio scomodo: una crepa che ci costringe a guardare ciò che spesso preferiamo ignorare.
Abbiamo davvero centrato il cuore della questione? Il martirio non appartiene al passato, né rimane confinato alle pale d’altare o alla memoria dei santi. Oggi si è semplicemente evoluto, facendosi più capillare, quotidiano e sottile. Si nasconde nella violenza sistemica, nello sfruttamento, nella mercificazione dell’altro e nell’indifferenza con cui la società liquida chi non produce, chi cade o chi, semplicemente, disturba il flusso del potere. È quella forma di sopraffazione in cui il corpo e la dignità altrui diventano puro carburante per il profitto personale.
L’opera intreccia i fili della storia, mostrando come il dolore di ieri sia identico a quello di oggi, soltanto rivestito di abiti contemporanei. Ci pone così di fronte a un bivio morale: non ci chiede se sia “bella”, ma da che parte vogliamo stare; se intendiamo assuefarci al rumore di fondo del male o se abbiamo ancora la forza di indignarci.
È una presa di coscienza potente che trova nella cornice di una piccola chiesa la sua massima forza espressiva. Non un semplice quadro, ma uno spazio abitato da un’idea: ed è lì che chiede di essere vissuta.
Loredana Manciati
Inaugurazione
25 settembre 2026, ore 17:30
Chiesa di Sant’Egidio – Museo Diocesano, Palestrina





