Migrantes: esperienze di comunione

Domenica 15 marzo 2026 si è svolto quello che è diventato ormai tappa mensile fissa per i fedeli migranti e diversi fedeli italiani che sono sensibili a una esperienza di comunione di fede tra i vari popoli che compongono l’unico Popolo di Dio che formiamo.

Infatti nella parrocchia Santa Maria Goretti in Villalba di Guidonia si celebra nella seconda domenica di ogni mese alle ore 11.30 una Messa internazionale alla quale segue sempre un pranzo interculturale. Questo mese per motivi organizzativi l’evento è stato spostato al 15 marzo. Questa iniziativa vuole essere un momento aggregativo per i fedeli migranti della nostra comunità diocesana e vede riuniti nel celebrare la domenica, giorno del Signore, in un vero clima di una “Chiesa famiglia di Dio”, vari gruppi etnici: africani anglofoni, francofoni e lusofoni, latino americani di lingua spagnola e rumeni cattolici, accompagnati da amici italiani sensibili ai temi della pastorale migratoria e del mondo missionario.

Questo grande momento d’incontro conosce talvolta una grande affluenza e talvolta una minore partecipazione, com’è caratteristico dei flussi migratori. Tuttavia, esso costituisce un vero e proprio laboratorio permanente dell’incontro tra i popoli e dell’intercultura, di cui la società odierna ha tanto bisogno. Le nostre comunità ecclesiali, infatti, non possono disattendere la grande sfida, ma anche le grande opportunità, che l’immigrazione comporta nella compagine globale.

Durante la Messa ci sono preghiere, esortazioni e canti nelle varie lingue dei partecipanti, per sottolineare la cattolicità della nostra Chiesa, ma anche per riproporre quel clima della Pentecoste, in cui la preghiera si sente totalmente avvolta dal soffio dello Spirito Santo. Il pranzo, invece, oltre ad essere un momento di convivialità e di condivisione, ricco del calore di una fraternità universale, diventa anche un momento formativo dove si impara a conoscere sempre meglio il mondo attraverso cibi, usi e costumi nella varietà dei popoli. Viene spontaneo ricordare che tutti sono i benvenuti a questi momenti di grazia e, soprattutto, incoraggiare a farli conoscere ai tanti migranti presenti nelle nostre realtà, perché possano trovare in questi incontri conforto nella fede e la rassicurazione di una Madre Chiesa davvero accogliente e premurosa.

Denis Kibangu Malonda,
direttore Uff. migrantes