La Lettera Pastorale nel titolo A ciascuno una manifestazione particolare dello Spirito, svela l’orizzonte pastorale futuro per la nostra Chiesa chiamata a riflettere sulla ministerialità, come dimensione essenziale ed imprescindibile di ogni servizio nella chiesa e nel mondo. Superando ogni improvvisazione e ogni pressapochismo, come anche l’ambito puramente funzionale della competenza, la ministerialità riconduce alla sorgente del servizio che è la chiamata di Dio e al vero protagonista che è lo Spirito Santo che agisce per mezzo di coloro che sono chiamati. Il Vescovo comprende dentro l’orizzonte della ministerialità sia quella istituita, per la quale si proporrà uno specifico itinerario, che quella di fatto che coinvolge tutti. L’esigenza che si richiama è quella della “formazione” necessaria non solo per accogliere contenuti, ma per assumere una “forma della fede”, una mentalità che si traduce poi in uno stile coerente, adeguato capace di essere in se stesso testimonianza attraente.
Il Vescovo a tal proposito fissa tre condizioni essenziali della formazione; deve essere “integrale” per coinvolgere la persona in tutte le sue facoltà; “trasversale e sinodale” da vivere in modo comunitario oltre ogni settorializzazione e chiusura in recinti e schemi; “continua” come impegno non di un tempo, ma che accompagna sempre il servizio e garantisce a questo vitalità. Una équipe, costituita dal Vescovo, aiuterà le comunità a maturare lo spirito della formazione, sosterrà i vari uffici pastorali nel loro servizio e garantirà una armonia di proposte in sintonia con lo spirito della Lettera Pastorale. Un cammino intenso si apre lungo i sentieri audaci dello Spirito che aiuterà a fare nostre le parole dei malati guariti da Gesù: «ha fatto bene ogni cosa» (Mc.7,37) e diventare il riflesso dello stile del Signore
Gianluca Zelli
delegato episcopale per la catechesi





