Prosegue il viaggio alla scoperta della Lettera Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa – Sicuramente l’evento principale della vita di un essere umano è la sua nascita. La nascita è l’evento che ci fa entrare nel mondo, ma è curioso che il primo atto che facciamo è quello di piangere.
È proprio in quel momento infatti che nel cuore di ogni uomo si pianta un interrogativo profondo: ci sarà qualcuno che mi accoglie? Chi mi ama? Il bambino sente costantemente la vita minacciata, ma anche quando diventiamo adulti sentiamo che ci sono mille cose che minacciano la nostra vita.
La lettera agli Ebrei identifica questa paura come la paura della morte, ma non solo della morte fisica, ma paura di “non essere”: in fondo ci sentiamo tutti precari, sempre sul filo del nulla come dice san Massimo il Confessore. Accanto alla nascita abbiamo bisogno di una rinascita, che avviene proprio grazie al battesimo.
Nel battesimo siamo immersi. Quando siamo immersi nell’acqua non respiriamo, quando veniamo tirati fuori dall’acqua riprendiamo a respirare e quindi a vivere. Questo atto esprime proprio quello che avviene in noi: moriamo con Cristo per riprendere vita e risorgere insieme a lui come una nuova creatura. Sono così liberato dalla paura della morte, e quindi dal vivere una vita solo in base a quello che io posso fare, e posso così entrare nella vita che Dio mi dà, che è eterna, che non è soggetta alla morte.
Daniele Masciadri





