La Storia e la presenza dell’Ordine Francescano Secolare (Terz’Ordine Francescano) è strettamente legata alla Chiesa di S. Maria Maggiore; secondo la tradizione pare che anche questa chiesa (al pari di S. Silvestro e S. Stefano) sia stata edificata da Papa Simplicio nel V secolo, sui ruderi di un’antica villa romana.
In realtà sembra più probabile l’ipotesi che vuole la fondazione della chiesa al IX secolo, in occasione dell’avvento a Tivoli di una comunità di monaci benedettini provenienti da Farfa, che per alcuni secoli usufruirono della basilica e dell’annesso monastero. Secondo gli studi di alcuni storici locali del secolo scorso, pare che San Francesco abbia fatto, tra il 1218 e il 1222, una piccola sosta a Tivoli, nel corso di un viaggio verso Subiaco.
Fu in questa occasione che i tiburtini ebbero l’opportunità di ascoltare le prediche del Santo che, da quel momento in poi, suggellarono l’appartenenza al suo grande esempio di fede e di carità a cui la città di Tivoli, nei secoli, ha voluto ispirarsi. Tuttavia, nonostante ciò, il passaggio tra i due Ordini, Benedettini e Francescani, avvenuto nel 1256 sotto Papa Alessandro IV (Signore di Jenne), non fu subito accettato favorevolmente dalla comunità locale, soprattutto in seguito alla chiusura della scuola, particolarmente benvoluta, gestita appunto dai monaci di San Benedetto.
I primi malcontenti, però, fecero ben presto spazio a un più sperato clima di fiducia e affetto nei confronti dei Frati Minori Conventuali, fino a quel momento vissuti fuori la Porta del Colle. Nel 1461 Papa Piccolomini siglò un documento pontificio con il quale vennero ceduti ai Frati Minori Osservanti sia il convento che la chiesa di Santa Maria Maggiore. Molto probabilmente la nostra Fraternità risale a questo periodo, anche se non abbiamo documenti certi, ma sappiamo che il Primo Ordine è sempre stato affiancato dai laici del Terz’Ordine detto dei Penitenti.
Sappiamo per certo che nel 1824 il nostro Ordine, esistente da tempo remoto nel Convento di S. Maria Maggiore in Tivoli, incominciò a decadere soprattutto per la diminuzione degli aderenti; tale situazione si protrasse fino al 1861 quando i Professi diventati un numero scarsissimo, quasi avevano dimenticato di appartenere all’Ordine. Proprio nell’anno 1861 fu eletto Commissario dal Capitolo Provinciale Fra Agostino da Stroncone, il quale si adoperò a ricostruire la nostra Fraternità in soli tre anni, infatti nel 1864, contava 215 Terziari di entrambi i generi.
Uno dei più zelanti fratelli, un certo Luigi Salvati, impiegato postale, propose ai confratelli di indossare nuovamente la veste primitiva come era stata data da S. Francesco; essa consisteva di un abito di tela cenericcia cinto da una corda con corona e sandali a piedi nudi. Tale proposta fu accolta favorevolmente: il Salvati, non solo ottenne un permesso scritto dal Superiore Provinciale, Fra Tommaso da Roma, ma anche dal Vescovo di Tivoli, Mons. Carlo Gigli, anch’egli Terziario e che, personalmente e in forma pubblica e solenne il 22 maggio 1864, giorno dedicato alla Santissima Trinità, invocato lo Spirito Santo, vestì di sua mano 20 fratelli; poiché non tutti i confratelli indossavano la veste; probabilmente tutti gli altri e le donne indossavano “l’abitino”, forse uno scapolare. La Fraternità sosteneva le proprie attività con donazioni con le quali si confezionavano gli abitini per i meno abbienti, le tovaglie per l’altare, facevano celebrare S. Messe per i terziari defunti, facevano donazioni per le missioni francescane e partecipavano alle processioni, alle funzioni, ecc. [1ª parte prosegue sul prossimo numero]
Fraternità S. Francesco – Tivoli





