«Noi pietre vive». Ascolto fecondo per maturare lo stile ministeriale

Il documento “Noi pietre vive” che è stato consegnato alle comunità sta guidando il cammino nel tempo quaresimale per crescere nello spirito di partecipazione responsabile alla vita della Chiesa Diocesana. Ogni comunità, ed in essa ogni sacerdote, religioso, fedele laico e laica, devono sentirsi parte viva e vitale, offrendo quanto di bello ogni realtà sta coltivando alla luce della Lettera Pastorale “voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa”, come anche quali bisogni e desideri stanno emergendo, da ascoltare e che rappresenteranno motivo di riflessione per pensare insieme al cammino del futuro.

Il Documento sofferma l’attenzione sulla realtà della ministerialità che è il frutto naturale della riscoperta battesimale.

Si fa riferimento principalmente alla “ministerialità di fatto”, riguardante i molteplici servizi in ambito catechistico, liturgico e caritativo, che vanno accolti come dono, curati con attenzione e vissuti fedelmente. Questo richiede il senso alto di responsabilità per evitare ogni forma di improvvisazione sia a livello di contenuti che di metodo.

Nel Documento viene posta attenzione anche alla “ministerialità istituita” a proposito della quale verranno offerte nel futuro le indicazioni puntuali per avviare cammini formativi opportuni.

Le comunità sono invitate a riflettere su quanto sia vivo il senso della ministerialità nelle scelte e negli atteggiamenti pastorali e su quali suggerimenti offrire per maturare in tal senso. Un tempo fecondo che aiuterà ciascuno a scoprire che “a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune” (I Cor. 12,7).

Gianluca Zelli