Omelia alla Veglia Pasquale 2025

Tivoli, Cattedrale di San Lorenzo Martire, Sabato 19 aprile 2025

Carissimi fratelli e sorelle,

l’evangelista Giovanni racconta che un fariseo di nome Nicodemo, capo dei Giudei, andò da Gesù di notte, e in quell’occasione il Maestro gli disse: “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Nicodemo replicò: “Come può un uomo rinascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto” (cfr Gv 3,3-7).

Carissimi fratelli e sorelle, in questa notte della grande Veglia pasquale tutti siamo invitati a rivivere in modo particolare proprio questa “seconda nascita dall’acqua e dallo Spirito Santo”: la rinascita mediante il Battesimo, che come ci ha ricordato San Paolo nella Epistola che abbiamo ascoltato appena prima del Vangelo, tale rinascita avviene “in Cristo Gesù … nella sua morte” (Rm 6,3). “Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione (Rm 6,5).

Siamo dunque qui per vegliare in unione spirituale con tutti i fratelli e le sorelle che nelle nostre parrocchie e in tutte le comunità cristiane sparse nel mondo in queste ore vegliano. E mentre vegliano, mentre vegliamo con il nostro Signore, nelle tenebre avanza la luce, si avvicina il momento in cui Cristo, deposto nella tomba a poca distanza dal luogo della crocifissione, risorgerà dai morti e manifesterà la potenza della Vita che è in Lui. Gesù che ha attraversato le porte della morte non conosce però la morte, è passato alla vita!

Ed è proprio in questa memoria e nell’attesa del suo passaggio dalla morte alla vita che la Chiesa intera si raccoglie spiritualmente presso il sepolcro di Gesù. E durante la Veglia Pasquale, che è il centro dell’anno liturgico e della vita della Chiesa, quasi a colmare l’attesa della risurrezione, per antichissima tradizione viene conferito ai catecumeni il sacramento del Battesimo. Essi si sono preparati a questo momento per lungo tempo, in particolare hanno intensificato la loro preparazione durante la Quaresima, ed ora “rinascono da acqua e da Spirito Santo” ad una nuova vita in Cristo. La Veglia Pasquale concentra così la sua attenzione sul mistero del Battesimo. Tutti noi già battezzati saremo invitati a rinnovare le promesse del nostro battesimo e a ricordarlo per viverlo sempre più appieno.

Saluto pertanto ed accolgo con grande affetto e gioia quanti tra poco riceveranno i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia. Anche loro hanno ascoltato le parole rivolte dal Signore Gesù a Nicodemo. Anche loro hanno creduto ad esse. Ed ora desiderano “rinascere da acqua e da spirito”.

San Paolo interpreta l’immersione nell’acqua del Battesimo come partecipazione alla morte di Gesù (cfr Rm 6,3). Il morire spiritualmente con Cristo è il passaggio indispensabile per poter partecipare alla sua risurrezione. Scrive infatti l’Apostolo: “Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di Lui … così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù” (cfr Rm 6,8-9.11).

Somiglia alla risurrezione di Cristo il sacramento del Battesimo, perché introduce nella vita che non muore. Mentre l’esistenza umana che ciascuno di noi ha ricevuto dai propri genitori, termina con la morte del corpo, la vita ricevuta da Dio in Gesù Cristo non ha termine. La vita di Dio non conosce la morte! In Dio è la pienezza della vita. Quanti sono battezzati “nell’acqua e nello Spirito” diventano partecipi di quella Vita che Gesù manifestò nella sua risurrezione.

All’inizio della Veglia pasquale la chiesa era immersa nel buio e nessuna luce dissipava le tenebre della notte. Poi è entrata la luce, quando il Diacono ha introdotto solennemente il Cero acceso dal fuoco pasquale benedetto all’esterno della Cattedrale e ha cantato per tre volte: “La luce di Cristo!” o “Cristo luce del mondo!”. In questo modo le tenebre hanno iniziato a poco a poco a diradarsi, cedendo il posto alla luce. Sempre nuovi ceri si sono accesi da quella fiamma e sempre più si è rischiarata la luce in Cattedrale. La luce di Cristo vince le tenebre!

E che cosa è questa luce?

San Giovanni nel prologo del suo Vangelo risponde: è la Vita che Cristo ha in sé. “In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini” (Gv 1,4).

Cari amici, la verità di Cristo, vita e luce degli uomini, durante questa Veglia è entrata nuovamente nella notte, figura delle tenebre che riempirono il mondo dopo la morte di Gesù e ne avvolsero il sepolcro. Ma la luce di Cristo sta per riversarsi nuovamente sul mondo. Quando all’alba del giorno dopo il sabato le donne andarono alla tomba per ungere il corpo del Signore, la trovarono vuota, e udirono dalle labbra dell’angelo; “So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto” (Mt 28,5-6).

Questo annuncio risuona di nuovo in questa alba di Pasqua: Vi annuncio una grande gioia, vi annuncio l’Alleluia pasquale: Cristo è risorto! Per ogni cuore umano assetato di luce e di salvezza, è risorta con Lui la speranza.

Cari amici, apriamoci all’annuncio pasquale ossia a credere veramente che Cristo è risorto! Davanti a questo annuncio siamo purtroppo sempre un po’ scettici. Siamo come le donne di cui Luca ci ha parlato nel Vangelo. Prima di andare al sepolcro hanno osservato il comandamento del sabato. Come a dire che l’osservanza della legge rallenta o impedisce l’esperienza del Cristo risuscitato.

Per cui, accogliendo il monito dell’evangelista, pensando al Battesimo che abbiamo ricevuto e che questi catecumeni riceveranno, riflettiamo. L’evangelista pare dirci: o si accoglie il nuovo di Gesù o si resta condizionati nell’antico. Gesù è venuto a proporre una nuova alleanza e questa va accolta integralmente.

Accogliamo l’annuncio pasquale. Non fermiamoci come le donne a cercare tra i morti colui che è vivo! Lasciamo che risuoni nei nostri cuori l’annuncio che gli uomini in bianche vesti diedero alle donne anche nei nostri cuori: “Non è qui, è risorto!” e come loro andiamo dai nostri fratelli e sorelle per condividere la gioia della risurrezione. Il Battesimo ci dona la grazia della Pasqua e ci chiama ad essere consapevoli annunciatori della Risurrezione, della speranza che c’è per tutti grazie alla passione, morte e risurrezione di Cristo che ci assicura la vita dopo la morte e il perdono dei peccati.

Cari fratelli e sorelle recuperiamo, a partire da stasera, la nostra vocazione battesimale.

A volte temo con non sia chiaro cosa comporti il battesimo per noi.

Comporta credere fermamente che Lui è risorto e anche noi con Lui risorgeremo. Comporta una assunzione piena di responsabilità nel partecipare attivamente a tutta la missione della Chiesa, comporta una continua corsa verso il sepolcro – come quella di Pietro – per attingere forza nella fede e testimoniare al mondo che Cristo non ci ha abbandonato, risorto e vivo è sempre con noi e ci chiede, senza paura, senza rimandare a domani, di essere testimoni dell’amore grande che aveva promesso e che ha riversato su tutti noi con la sua Risurrezione.

Buona Pasqua!

+ Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli e di Palestrina