In vista della prossima ordinazione diaconale, in calendario per sabato 7 febbraio, nella basilica di Sant’Andrea Apostolo a Subiaco, abbiamo rivolto alcune domande ad Augusto Orlandi, della comunità di Arcinazzo Romano.
Come nasce la sua scelta del diaconato permanente?
Fino a qualche anno fa, non conoscevo la figura del diacono permanente. La scelta di oggi è il tratto finale di un cammino di vita in cui c’è stato un momento nel quale ero lontano dalla Chiesa. Una fede vissuta per convenienza sociale!
Ma, sempre animato da una certa tensione nel cercare un senso a questa vita, ho scoperto che Gesù di Nazareth non era una ipotesi della storia ma una certezza della storia. Allora il Cristo Gesù Figlio di Dio è stato il naturale approdo di un percorso di formazione. Infine, l’aver scoperto la Diaconia di Gesù, del Gesù della Lavanda dei piedi, mi ha fatto scoprire la natura del nostro Dio che ha capovolto le gerarchie umane. Ecco allora il desiderio di offrire una disponibilità permanente, ovvero il Diaconato permanente.
Come ha vissuto il tempo di preparazione?
Non è facile mantenere l’equilibrio tra le esigenze della famiglia, gli imprescindibili impegni lavorativi, lo studio universitario e la vita spirituale. Ma, paradossalmente, si entra in una sorta di circuito virtuoso in cui l’approfondimento della fede ti offre il giusto discernimento per affrontare, con serenità, i vari momenti ed impegni del quotidiano.
Come immagina il suo servizio di diacono?
Mi auguro, per usare le parole dell’evangelista Matteo, di poter essere quell’umile fiammella, piccola candela accesa dallo Spirito Santo, che abbia sempre il coraggio di non restare nascosta sotto il moggio.





