Palestrina rinnova il suo amore per sant’Agapito

«Se oggi siamo ancora qui a celebrare Agapito è perché la sua speranza nel Risorto, speranza piena di immortalità, è stata contagiosa». Così il Vescovo Mauro nell’omelia della solennità di sant’Agapito, celebrata in duomo a Palestrina, nella mattinata di lunedì 18 agosto, alla presenza delle autorità, dei parroci della città e di numerosi fedeli, durante il Pontificale animato nel canto dal coro diocesano diretto da suor M. Alessia Pantaleo ajc.

Agapito è stato un Santo che ha preso sul serio il suo essere battezzato, ha proseguito il Vescovo, e «noi – ha chiesto -stiamo prendendo sul serio il nostro battesimo?

Viviamo una vita cristiana senza compromessi, una vita cristiana non tanto piena di parole quanto di fatti, sì da essere capaci di attrazione?»

Facendo quindi riferimento alla lettera pastorale pubblicata il 15 agosto mons. Parmeggiani ha sottolineato come in questo anno pastorale che sta per iniziare sia quanto mai indispensabile riscoprire e vivere in ogni comunità parrocchiale, associazione cristiana e a livello personale il proprio battesimo.

Ha quindi spiegato che la sinodalità, la corresponsabilità nel vivere e testimoniare la fede camminando insieme: vescovi, preti, diaconi, consacrati, fedeli laici, non può nascere dalla sola buona volontà, pur necessaria, «ma dalla nostra risposta all’amore che Dio ci ha mostrato in Cristo morendo e risorgendo per noi. Un amore che ci ha toccati nel giorno del Battesimo e che continua a toccarci ogni volta che riceviamo l’Eucaristia». Si tratta di una risposta d’amore che se vissuta con autenticità, gioia, slancio, porta alla testimonianza, alla assunzione di responsabilità nella Chiesa e fuori di essa, alla fraternità e fino anche al martirio. Occorre per questo, ha auspicato il Vescovo, che il Battesimo sia proposto, scoperto o riscoperto come scelta di vita personale.

Maria Teresa Ciprari