Parole al termine dell’Inchinata 2025

Tivoli, Piazza Trento, Giovedì 14 agosto 2025

Signor Sindaco, illustri autorità, cari amici!

Mentre l’Icona del Santissimo Salvatore è passata per la Città per giungere qui dove, tra pochi istanti, con il gesto dell’Inchino con l’immagine della Madonna sarà rappresentato il mistero dell’Assunzione di Maria al Cielo, secondo la tradizione abbiamo più volte cantato: “Ci sia pace tra le tue mura e abbondanza nella tua Città”.

È legittimo chiedere pace e abbondanza per la nostra Città ma stasera vorrei che questa supplica, insieme a quella della misericordia per tutti noi, la allargassimo a quella città globale che è il nostro mondo, che allargassimo idealmente le nostre mura al mondo intero dove in tante parti, troppe parti, la pace è minacciata, è assente e le tragedie di vite perdute sono troppe, sì, troppe! Penso in particolare alla Terra di Gesù, all’Ucraina, ma non solo … Cari amici, vorrei pertanto che stasera pregassimo intensamente per il prezioso dono della pace per l’intera umanità.

Il 29 luglio scorso il Cardinale Zuppi ha detto bene: “l’umanità deve porre fine alla guerra o la guerra porrà fine all’umanità”.

“Viviamo in un mondo – ha aggiunto sempre il Cardinale Zuppi mentre parlava ai giovani italiani riuniti in Piazza San Pietro per il loro Giubileo – che accetta di nuovo come normale pensarsi l’uno contro l’altro o l’uno senza l’altro” e in questo mondo non possiamo dunque chiedere la pace solo per noi ma la dobbiamo chiedere con la preghiera e costruirla divenendo “operatori di pace” per tutti cambiando la nostra mentalità ed imparandoci ad amare, perdonare, a stare uniti, a camminare insieme ma non pensando che la pace sia come una tregua in un mondo sempre in conflitto e con la guerra pronta a riaccendersi come un fuoco sotto la brace, ma chiedendo ed accogliendo la pace come un dono: «il primo dono di Cristo – ha detto Papa Leone XIV parlando al Corpo diplomatico presso la Santa Sede il 16 maggio scorso – quel dono che ha augurato dicendo – : “Vi do la mia pace” (Gv 14,27). Essa è però – continuava il Papa – un dono attivo, coinvolgente, che interessa e impegna ciascuno di noi, indipendentemente dalla provenienza culturale e dall’appartenenza religiosa, e che esige anzitutto un lavoro su se stessi. La pace si costruisce nel cuore e a partire dal cuore, sradicando l’orgoglio e le rivendicazioni, e misurando il linguaggio, poiché si può ferire e uccidere anche con le parole, non solo con le armi».

Cari fratelli e sorelle, stasera preghiamo e impegniamoci a diventare artefici di quella pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante” che “proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente” come ci ha ricordato fin dalla sua prima apparizione in pubblico Papa Leone XIV che citando l’ultima Benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco nel giorno prima di morire, aggiungeva: “Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti! Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di Lui come del ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. E sempre in quella occasione Papa Francesco chiedeva al mondo: “Aiutateci anche voi, gli uni gli altri a costruire ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace”.

Imploriamo dunque il dono della pace. Accogliendo l’invito di Papa Leone ai giovani venuti a Roma nei giorni scorsi per il loro Giubileo, diveniamo tutti sale e luce del mondo. In questo anno del Giubileo della speranza diveniamo noi stessi, insieme, segni di speranza, messaggio di speranza testimoniando insieme la nostra fede in Gesù Cristo e gridando insieme, sì, anche stasera, gridando insieme: “Vogliamo la pace nel mondo!”. E insieme al grido l’impegno a essere operatori di pace “per difendere la vita sempre dal suo inizio alla fine, senza distinzioni, rivestendo la persona sempre di dignità e cura”.

Non perdiamo la speranza che un futuro migliore, un futuro di pace sia possibile! I giovani che abbiamo visto a Tor Vergata il 2 e 3 agosto scorso e che hanno abitato in parte anche nelle nostre parrocchie e scuole ci hanno fatto sperare che la pace è possibile, sì in Cristo la pace può diventare realtà anche oggi.

Al Salvatore salga ora la nostra supplica. Per intercessione di Maria, che contempliamo assunta in Cielo, salga la nostra implorazione per ottenere da Lui misericordia e pace, pace per i nostri giorni. Amen.

+ Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli e di Palestrina