Gerano, Chiesa di Santa Maria Assunta, Sabato 26 aprile 2025
Carissimi fratelli e sorelle,
la “Calata” della Madonna del Cuore, a voi tanto cara, quest’anno assume un tono particolare poiché avviene in occasione del Giubileo “Pellegrini di speranza”.
E vorrei che oggi guardassimo a Maria come la Madre della speranza.
Quante prove ha attraversato Maria! Fin dall’inizio dei Vangeli Maria ci viene presentata come se fosse la protagonista di un dramma. Davanti all’invito dell’angelo ad essere la Madre del Figlio di Dio, non fu certo semplice per Lei dire il suo “sì” eppure nonostante non sapesse nulla del suo futuro con coraggio accettò la proposta dell’angelo. Un coraggio, quello di Maria, che ci ricorda il coraggio di tante mamme coraggiose che nonostante non sappiano come andrà a finire la loro maternità accolgono nel proprio grembo un nuovo uomo che nasce, che nasce e che avrà una storia alla quale la madre rimarrà sempre legata.
Quel primo sì di Maria è il primo passo di una lunga lista di obbedienze che accompagneranno il suo cammino di Madre. E così nei Vangeli Maria ci appare come una donna silenziosa, che non sempre comprende quanto gli sta succedendo intorno, ma che medita ogni parola e ogni avvenimento nel suo cuore.
Maria non è dunque una donna che si deprime davanti alle incertezze della vita anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Non è nemmeno una donna che protesta con violenza contro il destino ostile. Maria è invece una donna che ascolta, che accoglie la vita come essa si consegna a noi, con i suoi momenti felici ed altri invece pieni di buio, altri addirittura tragici, fino al momento di buio supremo nella vita di Maria, ossia quando il suo Figlio sarà inchiodato al legno della croce.
Nel Vangelo dopo l’episodio dell’annunciazione, la nascita di Gesù, le nozze di Cana … Maria quasi sparisce per rimanere muta davanti al mistero di un Figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Per poi riapparire nel momento cruciale della vita del suo Figlio, sotto la croce, quando molti amici di Gesù lo avranno lasciato solo per paura. Maria, come le madri, non tradisce e rimane in piedi ai piedi della croce. Lei “stava” e condivideva la sofferenza dell’agonia del figlio che moriva sulla croce. Era un momento certamente buio ma Lei “stava”, non è scappata. Non conosceva il destino di resurrezione del Figlio ma Lei è lì per fedeltà al piano di Dio di cui si è proclamata serva nel primo giorno della sua vocazione, ma anche a causa del suo istinto materno che semplicemente soffre, ogni volta che c’è un figlio che attraversa una passione. Le sofferenze delle madri: tutti noi abbiamo conosciuto donne forti, che hanno affrontato tante sofferenze dei figli!
La ritroveremo nel primo giorno della Chiesa, Lei, Madre di speranza, in mezzo a quella comunità di discepoli fragili: uno aveva rinnegato, molti erano fuggiti, tutti avevano avuto paura. Ma Lei semplicemente stava lì, nel più normale dei modi, come se fosse una cosa del tutto naturale: nella prima Chiesa avvolta dalla luce della Risurrezione, ma anche dai tremori dei primi passi che doveva compiere nel mondo.
Per questo noi la amiamo come Madre. Non siamo orfani: abbiamo una Madre in Cielo, che è la Santa Madre di Dio. Perché ci insegna la virtù dell’attesa, anche quando tutto sembra privo di senso; lei sempre fiduciosa nel mistero di Dio, anche quando Lui sembra eclissarsi per colpa del male del mondo.
Nei momenti di difficoltà, Maria, la Madre che Gesù ha regalato a tutti noi, possa sempre sostenere i nostri passi, possa sempre dire al nostro cuore: “Alzati! Guarda avanti, guarda l’orizzonte”, perché Lei è Madre di speranza.
Tra poco la sua immagine scenderà tra noi e domani la porteremo in processione. Sentiamola ancora vicina, che ci dice: se hai difficoltà non avere paura, spera come ho sperato io e ho potuto vedere il mio Figlio risorto e vivo. Spera perché Gesù, il mio Figlio, è fedele e non ti abbandonerà mai.
Che il passaggio tra la gente della sua immagine sia un invito alla speranza e che con Maria anche noi sappiamo invitare tutti alla speranza perché il Suo Figlio non ci abbandona, è vivo, e promessa mantenuta di vita piena di senso, di vita capace di amare, di vita eterna! Amen.
+ Mauro Parmeggiani
Vescovo di Tivoli e di Palestrina











