martedì, 6 Dicembre 2022
Il Vescovo Mauro Parmeggiani

 

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Tivoli - Beata Vergine delle Grazie di Quintiliolo

CONTATTI

Vicaria: Prima
Indirizzo: Via Maria SS.ma di Quintiliolo 4, (00019) Tivoli (Rm)
Tel.: 0774 330312
Sito

sacerdoti

Rettore: Padre Brendan Francis Glynn

Vice Rettore:
P. Joseph Andrew Spence, FFm

Orari S. Messe

Festivi: 8:30 11:00 (solenne) 17:30 (inv), 18:00 (est)
Feriali: 7:30 17:30 (inv), 18:00 (est)

Cenni Storici

Scendendo sulla Via della Montanara si incontra il santuario di Quintiliolo, ubicato a nord est di Tivoli. Qui i tiburtini venerano da sempre la “loro” Madonna, la Vergine di Quintiliolo. Il toponimo deriva dalla gens dei Quintilii proprietari della villa con relativo fondo del console romano, Quintilio Varo, i cui resti murari sono ben in evidenza essendo situati a pochi metri dalla chiesetta.

In essa si conserva un dipinto su tavola, databile alla prima metà del XIII secolo, raffigurante l’immagine della Madonna tanto venerata. Questo dipinto, così narra una leggenda, sarebbe stato trovato da un contadino (S.Isidoro) mentre arava con i suoi buoi la terra posta nelle vicinanze dei ruderi della villa quintiliana. Gli animali ad un certo punto si sarebbero rifiutati di andare avanti inginocchiandosi in quanto, dai solchi della terra appena arata, era miracolosamente emerso il ritratto.

Questa leggenda ne ricorda una simile legata al santuario della SS.ma Trinità sul Monte Autorequi due buoi, mentre stavano arando, caddero nel precipizio sottostante ma si salvarono rimanendo miracolosamente integri grazie alle preghiere del loro padrone che aveva scongiurato l’intervento della Trinità. Le due leggende quindi hanno una matrice comune: il mito in origine nato nel territorio di Subiaco fu dai monaci benedettini “esportato” in terra tiburtina insieme alla venerazione della Vergine del Giglio.

E’ quindi storicamente accertato che la tavola, riproducente l’immagine della Madonna di Quintiliolo, fu donata dai padri benedettini di Subiaco. L’attuale santuario fu completamente rifatto tra il 1757 ed il 1766 ed è famoso perché qui nel 1803 Chateaubriand, una domenica, venendo da Roma, compose la “Preghiera del pellegrino” vedendo un devoto tanto assorto nella preghiera da non accorgersi della sua presenza.
La preghiera dice così: “O Dio del viandante, cui piacque d’essere adorato dal pellegrino in questo umile asilo, eretto sulle rovine del palazzo di un Grande della Terra. O Madre Addolorata, che fondasti il Tuo culto di misericordia nel podere di questo sciagurato romano, morto lungi dalla patria fra i barbari! Noi non siamo che due fedeli prosternati ai piedi del Vostro solitario altare.
Concedete a questo sconosciuto, che sembra così profondamente umiliarsi davanti alle Vostre grandezze, tutto ciò ch’ei Vi chiede e fate che i preghi suoi giovino a vicenda a sanare le mie infermità, sì che questi due cristiani senza conoscersi l’un l’altro, incontratisi qui per un solo istante della vita, e prossimi a separarsi per non rivedersi mai più sulla Terra, abbiano, quando si troveranno ai piedi del Vostro trono a meravigliarsi di doversi reciprocamente una parte del proprio bene, grazie ai miracoli della carità”.

La predetta preghiera, scritta naturalmente in francese, è contenuta nel “Genio del Cristianesimo” ovvero “Bellezze della Religione Cristiana” di F. V. di Chateaubriand.

Dal 2013 il Santuario è divenuto diocesano grazie all’intervento di Sua Eccellenza Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli.

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