Patris Corde spiegata a Sant’Agapito

Domenica 7 marzo, prima del mese dedicato a san Giuseppe e terza del tempo di Quaresima, il parroco della Cattedrale di Palestrina, don Ludovico Borzi, ha presentato alla comunità parrocchiale riunita dopo la santa Messa principale, la Lettera apostolica che papa Francesco ha pubblicato l’8 dicembre scorso e che si intitola Patris Corde. Con questa Lettera, come sappiamo, il Papa ha inteso indire l’Anno di san Giuseppe nel centocinquantesimo anniversario della proclamazione di questo grande Santo a Patrono della Chiesa cattolica. Il parroco, all’inizio della presentazione, ha inquadrato storicamente gli eventi di allora e di oggi, per dare una visione storica dei contesti in cui queste decisioni papali sono state prese. A dicembre 1870, quando il papa Beato Pio IX proclamò san Giuseppe patrono di tutti i cattolici, si era appena vissuto il “trauma” della breccia di Porta Pia con la fine definitiva dello Stato Pontificio. Giuseppe era additato come un custode e un difensore della Chiesa da quelli che si ritenevano assalti e soprusi. Papa Francesco invece, a dicembre 2020. si trova – come lui stesso afferma – a scrivere in un contesto di gravissima pandemia che coinvolge la popolazione mondiale per intero. Un periodo di grandi smarrimenti e di profonde crisi da diverse angolature. San Giuseppe è un faro che può illuminare anche questi tempi tristi della Chiesa e della società mondiale. Don Borzi, successivamente, ha esposto brevissimamente tutti i sette articoli in cui la Lettera è divisa, con tutte le sfumature di paternità che il Papa ha lodato in san Giuseppe, dando a ciascun aspetto un leggero accenno così da suscitare l’interesse degli uditori a leggere il documento.

La lettura di alcuni brani da parte del piccolo Gabriele Galdi ha arricchito l’intervento formativo. È stato dato infine appuntamento a tutti, soprattutto a noi famiglie, per il giorno 18 marzo, quando il nostro Vescovo, alle ore 18, presiederà in Cattedrale la Messa solenne nella vigilia della festa di san Giuseppe.

Antonio Iovine