Per una «Terra in Pace». A Paliano la marcia diocesana

Domenica 25 gennaio si è svolta a Paliano la Festa diocesana della Pace, organizzata dall’Azione Cattolica di Tivoli, da quella di Palestrina, dall’Ufficio catechistico diocesano e dalla Pastorale Giovanile Mistagogica, e rivolta a ragazzi, giovani e adulti.

Lo slogan di quest’anno è stato “Terra in Pace” e durante l’evento ogni gruppo ha svolto un’attività differente. I ragazzi dell’ACR sono stati divisi in quattro gruppi, contraddistinti da colori diversi, per svolgere giochi sul tema di quest’anno sullo “Spazio”. Nella vita di ogni giorno i ragazzi imparano a confrontarsi con nuovi amici, allenando lo sguardo per “guardare” la realtà che ci circonda con una diversa prospettiva. Dalla TERRA, per mettere a fuoco i corpi celesti, occorre un telescopio che fa scorgere infiniti particolari e numerose sfumature. Allo stesso modo, per allargare i confini della Pace, occorre provare a capire il punto di vista “dell’altro”, che, anche se differente, permette di andare “oltre”.

I giovani hanno lavorato sul discorso che Papa Leone ha letto l’8 maggio 2025 in occasione della sua elezione, in cui ha parlato, tra le altre cose, di pace “disarmata e disarmante”.

Di quale “ARMA” i giovani fanno esperienza e quali potrebbero essere gli antidoti? I giovani hanno raccontato le loro esperienze negative (armi puntate addosso) che si sono verificate nel loro percorso di vita e hanno poi raccontato come sono riusciti a risolverli, scrivendo dei post-it e attaccandoli su un cartellone con disegnato un grande cuore.

Gli adulti hanno potuto ascoltare la testimonianza di Chiara Mancinelli, volontaria della comunità di Sant’Egidio a Guidonia, che ha esposto un’interessante riflessione ancora sulla citazione di Papa Leone “la pace disarmata e disarmante”.

Il nostro tempo è segnato da questo “sdoganamento della violenza”. Violenza nei gesti, parole e comportamenti. Cosa possiamo fare noi cristiani come membri di questa società per portare la Pace? È con l’amore e l’amicizia verso l’altro che si arriva alla Pace, dato che un fondo di bontà l’abbiamo tutti, e soprattutto con l’aiuto ai poveri, alle persone sole ed emarginate. 

Educare alla Pace vuol dire “coltivare” l’amicizia in tutti gli ambiti, soprattutto nella comunità cristiana. Non dobbiamo pensare che sia inutile “fare nel nostro piccolo” perché è con i piccoli gesti che si possono cambiare molte cose.

Ai vari incontri è seguita la Marcia della Pace fino alla chiesa di Sant’Andrea Apostolo, dove il vescovo Mauro ha presieduto la Messa, concelebrata da don Paolo Ravicini e don Bruno Sperandini. La pace nasce da un cammino di conversione quotidiano, ha detto il V
escovo, scegliendo il cammino del bene che costruisce relazioni nuove. Ha ricordato che Gesù sceglie sempre gli “ultimi”, abita le periferie e porta luce dove ci sono divisioni, violenze e chiusure.

Ai ragazzi ha affidato il compito di diventare “pescatori di uomini”, capaci di avvicinare chi è nel bisogno, di spegnere i piccoli conflitti quotidiani e di pregare per la conversione dei potenti, con la consapevolezza che tutti possiamo essere “COSTRUTTORI DI PACE”, soprattutto con l’aiuto del Signore.

Patrizia Renzi, Giovanna De Angelis, Alessia Gardini