Sant’Eustachio, patrono di Poli, è ricordato dalla tradizione cristiana per una conversione che ne segnò radicalmente la vita e per un martirio vissuto come testimonianza estrema di fede. È a questa figura, prima ancora che alla festa civile, che la comunità polese ha reso omaggio scegliendo di aprirla con un pellegrinaggio.
Come da consuetudine, un folto gruppo di camminatori ha raggiunto a piedi il Santuario della Mentorella, nel territorio di Capranica Prenestina. Sono state 27 le persone che hanno affrontato il percorso, partito dal Fossatello e proseguito fino a ricongiungersi con il Sentiero Sant’Eustachio. Un cammino che è già, in sé, gesto di spiritualità condivisa prima che appuntamento identitario. All’arrivo i partecipanti, insieme l’Amministrazione comunale, hanno preso parte alla Santa Messa, presieduta da padre Adamo, rettore del Santuario, seguita da un momento di agape fraterna.
Il legame tra Poli e la Mentorella non è solo religioso, ma anche storico. Il più antico santuario mariano d’Europa, infatti, appartenne a questo territorio fino al 1929 e la sua storia si lega a Papa Innocenzo XIII, nato a Poli e Abate commendatario del complesso, il cui cuore è custodito in una teca a destra dell’altare. Un patrimonio plurisecolare che i festeggiamenti rinnovano ogni anno.
I festeggiamenti sono proseguiti la sera con la cena comunitaria in Piazza Conti, offerta dall’Amministrazione. Domenica 20 settembre la mattinata è iniziata con la rievocazione del processo a Placido e con il corteo storico, al quale hanno preso parte due Senatori del Gruppo Storico Publio Elio Adriano.
Ampia la partecipazione istituzionale, a conferma di quanto la festa sia sentita ben oltre i confini di Poli. Presenti la consigliera delegata per la Città metropolitana di Roma Capitale Manuela Chioccia, il Tenente della Compagnia dei Carabinieri di Palestrina e i sindaci di Capranica, Casape, Castel San Pietro Romano, Cerreto, Ciciliano, Colonna, Frascati, Gallicano, Gerano, Labico, Palestrina, Pisoniano, Rocca di Papa, San Cesareo, San Gregorio, Valmontone e Zagarolo, oltre al delegato assessore di Marino, Franco Marcaurelio.
A dare senso pieno alla giornata è stata la presenza di S.E. Mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e di Palestrina, che ha celebrato la Messa. Nell’omelia, il Vescovo ha voluto richiamare il significato più profondo della ricorrenza: «È la festa di sant’Eustachio, non soltanto la sua festa popolare, perché è una tradizione bella da conservare, non soltanto il ricordo del Santo patrono, ma è un’occasione per ricordare che Dio continua a chiamare. Continua a uscire nella piazza della nostra vita. Continua a cercare operai per la sua vigna. Continua a chiamare anche chi pensa di essere arrivato tardi. Continua a trasformare persone, purché si lascino incontrare da lui. E continua a dire a ciascuno “vieni anche tu nella mia vigna’». Una vigna che il Vescovo ha voluto declinare nella concretezza della vita di Poli: “La vigna è la famiglia, la vigna è la comunità, la vigna è il nostro paese, la vigna è il luogo di lavoro, sono le relazioni quotidiane e ogni luogo nel quale possiamo portare un po’ di Vangelo”.
Parole che hanno trovato riscontro nel corteo storico, al quale hanno partecipato circa 70 figuranti, con la banda della Pro Loco diretta da Ivano Giubilei.
A colpire, è stata soprattutto la presenza di moltissimi ragazzi e ragazze, impegnati poi nei banchetti per la festa dell’Ospitalità. E quella di giovani madri con bambini appena nati, un segno che il rapporto con Sant’Eustachio non è affidato solo alla memoria di chi custodisce la festa, ma coinvolge anche le generazioni più giovani.
Ad accogliere il Vescovo è stato il Sindaco Federico Mariani che, a nome dell’Amministrazione e dell’intera comunità, ha rivolto a Mons. Parmeggiani un caloroso benvenuto. Il primo cittadino ha sottolineato come la sua presenza rappresenti un’occasione di incontro capace di rafforzare i sentimenti di appartenenza e unità che caratterizzano il territorio. Al Vescovo il Sindaco ha donato alcune guide dedicate a Poli, per farne conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale, accompagnandole con le tipiche ciambelline al vino, eccellenza gastronomica locale insignita del marchio De.Co. «Un gesto semplice – ha detto il Sindaco – con cui l’Amministrazione ha voluto raccontare al Vescovo una parte dell’anima di Poli e rinnovare il piacere di accoglierlo nella comunità».
Nel pomeriggio, si è svolta la Festa dell’Ospitalità, alla quale hanno partecipato più di tremila persone. In questa edizione sono stati allestiti 18 banchetti e si è esibito il gruppo folkloristico “Le Marié” con musica e danze popolari.
Dietro l’organizzazione ci sono stati coloro che da anni lavorano alla riuscita della festa e all’accoglienza, come l’Associazione culturale “Le Donne del Vicolo”, gli uomini della Caserma dei Carabinieri, guidati dal maresciallo Marco D’Anselmi, i volontari della Protezione Civile “Pietro Terilli”, coordinati da Roberto Porziani, i volontari della Croce Rossa Italiana, e Lorenzo Iannoni, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di Palazzo Conti. Un lavoro silenzioso e costante, che i cittadini hanno riconosciuto nelle numerose testimonianze giunte all’Amministrazione. Messaggi con cui si complimentano per “una bella festa sentita e partecipata”, per un “gioco di squadra senza precedenti”, capace di superare gli steccati e coinvolgere l’intera cittadinanza.
Giovanni Ierfone





