Il percorso di formazione per gli IRC della Diocesi di Tivoli e di Palestrina continua il suo cammino con l’intervento del Professor Grilli nel pomeriggio del 29 ottobre 2025, presso il Santuario Nostra Signora di Fatima in San Vittorino Romano.
Il Professore Massimo Grilli, noto Biblista, formatore degli insegnanti di religione della nostra Diocesi, docente della Pontificia Università Gregoriana e responsabile del Servizio diocesano di apostolato biblico, ha tenuto l’incontro sulla peculiarità della fede biblica nel contesto religioso antico e moderno.
Questo incontro pensato come introduzione ai successivi vuole offrire le fondamenta per i prossimi, soffermandosi su quale sia il metodo più efficace oggi per vivere con uno sguardo ampio il nostro presente ed è il metodo dialogico.
Utilizzando il dialogo come filo conduttore, il Professor Grilli affronterà nei prossimi incontri i seguenti temi: “Quale Dio? La rivelazione biblica”; “La Bibbia e il problema del male. C’è una risposta?”; “La Speranza nella Bibbia: attesa di un aldilà”.
In questo incontro ci si è soffermati sull’analisi della fede biblica nel contesto religioso antico e moderno. Il Professore ha sottolineato come la filosofia nei tempi antichi era “ancillae teologiae”: saggezza Biblica e sapere filosofico erano legati, mentre oggi non è più così forte il legame tra le due. La Bibbia e la filosofia offrono risposte diverse alla stessa domanda di senso da cui parte ogni cultura, ogni religione e ogni civiltà. Le risposte alla principale domanda che l’uomo si pone sull’origine del mondo sono state spiegate nel passato, attraverso i miti delle origini e i racconti della creazione del mondo. Ancora oggi nonostante la nostra società sia basata sulla tecnologia, l’uomo ha sempre bisogno di una risposta di senso alle domande fondamentali dell’umanità: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo.
Tutte le civiltà sono debitrici tra loro per gli intrecci di cultura, di civiltà e di religioni che ne sono alla base. Israele non fa eccezione, la sua cultura è ibrida in quanto nasce da un intreccio con gli altri popoli; Israele, infatti, è un popolo nomade che ha ereditato la cultura ed elementi culturali e strutturali da altre religioni e culture. “Mio padre era un arameo errante…” (Dt26,5) Ma Israele assume gli apporti dalle civiltà circostanti rielaborandoli in una prospettiva nuova.
Il Professor Grilli pone l’accento sul tema del dialogo: infatti non esiste cultura se non in un contesto dialogico; l’identità di un individuo, di un popolo o di una cultura è sempre legata alle relazioni che si intessono al loro interno. Secondo questo processo e da questa prospettiva nasce la Bibbia che riprendendo le parole di U. Eco possiamo definire “Maestra di dialogicità”.
Anche il Nuovo Testamento rilegge in modo nuovo l’Antico Testamento, applicando le categorie antiche al nuovo, nasce dai giudaismi attraverso il dialogo con la cultura e la filosofia: il dialogo in quest’ottica, non è più solo contenuto ma anche come metodo. Da sempre le culture sono in dialogo fra loro mail vero dialogo non fa perdere al cristiano la propria identità che si fonda nella fede, la fede in Gesù Figlio di Dio.
È necessario quindi rivalutare oggi nel nostro contesto scolastico e umano la ricchezza del dialogo, che da sempre contraddistingue i popoli per rimanere ricercatori del bene, persone che si fanno domande e che guardano all’altro senza contrapposizioni. Come abbiamo appreso da questo incontro con il Professor Grilli, per poter educare al dialogo è importante avere uno sguardo ampio sul mondo, essere cercatori che si mettono in ascolto e che utilizzano la parola per evitare scontri inutili ricordandoci che esseri uomini vuol dire essere in relazione attraverso il dialogo.
Marta Bangrazi





