Riaperta al culto la chiesa di Sant’Antonio a La Forma-Serrone

A La Forma di Serrone, il giorno dell’Epifania, il vescovo Monsignor Mauro Parmeggiani ha benedetto la chiesa di Sant’Antonio dopo un lungo e laborioso restauro. «Questa piccola chiesa – spiega il parroco mons. Franco Proietto – apparteneva al Deputato del Regno Francesco Pais. Era stata fatta costruire nel 1905 da sua moglie Emma, devota a questo santo. Poi nei primi anni del 2000 è stata donata alla parrocchia del Sacro Cuore. La popolazione era legata a questa piccola chiesa tanto che nell’ultima domenica di luglio si festeggiava con la Santa Messa e con una processione. Negli ultimi 4-5 anni l’incuria ha permesso che cadesse perfino il soffitto della Sagrestia. Piccoli vandali ne avevano fatto un luogo di incontri e di saccheggio».

Il parroco don Franco ha fatto allora appello a dei volontari, perché prestassero la loro manodopera per tentare di restaurarla. «Miracolo della Provvidenza! Prima – racconta Proietto – sono venuti 18 volontari, poi tre muratori, poi dei disegnatori degli interni e persino un restauratore. Per un totale di 30 persone! C’è stato un concorso di generosità tanto che non sono stati spesi più di 6.000 euro di fronte a più di 60 mila euro preventivati. Ora lo splendore è ammirevole sia all’interno che all’esterno dell’edificio».

Ma la meraviglia – sottolinea don Franco – è stata la solidarietà, la fraternità e l’unione tra tutti i volontari. «Fabbri, falegnami e muratori ci hanno lasciato un gioiello, simbolo della disponibilità per la comunità e strumento di fraternità e amicizia. Lo stesso Vescovo ha evidenziato più volte questo aspetto. È difficile esprimere a parole ciò che noi abbiamo vissuto nello spirito. Come “premio” i ristoranti del paese e altri amici di paesi intorno hanno invitato a cena e a pranzo, siamo stati ricevuti dal principe don Prospero Colonna, che ci ha accolti nella Galleria omonima, a Roma. Il Cardinale Enrico Feroci ci ha invitato e ci ha offerto un pranzo, insieme con lui, al Divino Amore».

E, per ottenere il passaggio da una chiesa fatta di pietra ad una fatta di persone, meglio di credenti, mons. Proietto ha esortato alla Confessione per ricevere degnamente l’Eucaristia nella Messa di ringraziamento celebrata dal Vescovo.

«I miracoli esistono – spiega don Franco – per purché ci si creda. Ora tutti i partecipanti a conclusione di questa bella avventura non dicono: “menomale che tutto sia finito”, ma “allora, quando ricominciamo? E cosa mai si inventerà don Franco per darci la gioia di stare insieme, di volerci bene e di conoscere Gesù che unisce tutti? Lo Spirito Santo già sta preparando le sue lingue di fuoco per illuminare le nostre menti e riscaldare il nostro cuore noi ci siamo”».