Quale modo migliore di prepararsi al Natale che meditando il mistero dell’incarnazione con una delle più belle tradizioni che caratterizzano questa solennità: il presepe. E possiamo vantare di aver a poco più di un’ora dal nostro territorio il luogo dove san Francesco lo ha rappresentato per primo: Greccio, la Betlemme francescana. Questa la meta principale del primo pellegrinaggio dell’anno che la parrocchia San Filippo Neri di Colle Fiorito di Guidonia ha dedicato in particolare ai bambini del catechismo e alle loro famiglie sabato 22 novembre.
Dopo aver introdotto la figura del Santo, la prima parte della mattinata è stata dedicata ad approfondire il suo rapporto con il Natale proprio davanti alla grotta del presepe.
San Francesco amava profondamente il Natale e «chiamava festa delle feste» il giorno in cui Dio si era fatto nostro fratello ed aveva succhiato ad un seno umano e diceva che in quel giorno anche i muri dovevano mangiare carne e, se questo non fosse stato possibile, almeno dovevano esserne spalmati all’esterno. Il desiderio che lo mosse a rappresentare la Natività era vedere con gli occhi della carne i disagi in cui si era trovato il re dell’Universo incarnandosi.
La mattinata è proseguita con la visita al santuario della Foresta luogo del miracolo dell’uva e nel pomeriggio a Fonte Colombo luogo della redazione della Regola.
Un ringraziamento speciale al Terz’Ordine Francescano che ha accolto i pellegrini per il pranzo al sacco presso la mensa Santa Chiara a Rieti.
Che la giornata passata insieme possa essere occasione per ricordare che Dio si è “scomodato” ed umiliato per donarci la vita, che anche noi, scomodandoci, possiamo donarla a coloro che ci stanno intorno.





