La lunghissima serie dei Vescovi Prenestini – i volti dei quali si possono ammirare nella navata centrale della Basilica Cattedrale almeno fino al XV secolo – contempla al suo interno uno di essi, elevato all’onore degli altari.
È vero che anche il primo che secondo la tradizione chiamiamo Secondino è santo e martire ma non abbiamo la certezza che egli fosse stato anche nostro Vescovo. Il martirologio romano, infatti, lo appella solo come martire e sepolto sulla Via Prenestina.
Il nostro protagonista, invece, si chiama Guarino Foscarari ed è nato a Bologna sul finire dell’XI secolo (non conosciamo con precisione l’anno di nascita). Presbitero della Chiesa di Bologna, per un desiderio di maggiore perfezione entra fra i Canonici Regolari di santa Croce di Mortara, in provincia di Pavia, ordine poi confluito nei Canonici Regolari Lateranensi.
Fu nominato Vescovo di Pavia ma rifiutò categoricamente la nomina, fuggendo, secondo la leggenda, da una finestra dell’Abbazia e nascondendosi.
Quando il suo concittadino e parente Papa Lucio II nel 1144 lo volle Vescovo di Palestrina, tuttavia, non poté opporsi. Anzi, con il nostro titolo ebbe anche l’elevazione al cardinalato.
Nei tredici anni del suo ministero episcopale a Palestrina, san Guarino fu pastore con una predisposizione soprattutto verso i poveri. È ritenuto, infatti, il primo fondatore di un ospedale a Palestrina.
Nella vita privata, poi, seguiva ancora l’austera regola del suo Ordine. Partecipó a tre conclavi.
Morì, circondato dal suo clero, il 6 febbraio del 1158. Papa Alessandro III nel 1159 lo proclamó santo.
Alla sua morte, il venerato corpo fu deposto nella cripta della Cattedrale di sant’Agapito, accanto a quello del Martire.
Tuttavia, nel 1437, la distruzione della città e della cattedrale ad opera del Card. Giovanni Vitelleschi, operò anche la perdita della tomba di san Guarino.
Inutilmente, nei secoli, i Cardinali Vescovi di Palestrina, la cercarono sotto i pavimenti della Cattedrale, non trovandola mai. San Guarino riposa ancora sotto i nostri piedi, nel modo umile e nascosto che ben si addice alla sua vita. Il suo esempio, pur così distante da noi nel tempo, può essere ancora una consolazione per chi, qui, come lui, si sforza di seguire il Signore.
La memoria di san Guarino si celebra il 7 febbraio.
Ludovico Borzi





