San Vito Romano, il paese in festa per il santo patrono

Lo scorso 14 giugno la comunità di San Vito Romano si è raccolta per celebrare il suo Santo Patrono, in un suggestivo equilibrio tra rigore spirituale e vitalità comunitaria.

Il fulcro delle celebrazioni religiose, precedute dal solenne triduo, è stata la processione del trittico che ritrae il giovane martire Vito insieme alla nutrice Crescenzia e al precettore Modesto. Il simulacro, una pregevole opera in bronzo realizzata dallo scultore lucano Giuseppe Pirrone nel 1947, rappresenta per il paese una rinascita dopo la perdita della statua originaria a causa di un incendio.

Momento di rara intensità è stato il passaggio della “macchina” del Santo tra le insidie del borgo medievale: gli “incollatori”, con una dedizione che sfida la fatica e la logistica, hanno manovrato il pesante simulacro nei vicoli più angusti, arrivando a smontarne parte per guadagnare il passaggio. Il percorso è poi proseguito sulla scenografica Infiorata, culminando nella commovente “corsa” lungo l’irta pendenza del monte, dove la processione ha trovato degna conclusione.

A fare da cornice alla devozione, l’impegno della Pro Loco ha introdotto note di modernità e aggregazione: stand gastronomici, musica e la riscoperta della tradizionale tombola in piazza hanno animato i festeggiamenti laici, coinvolgendo visitatori e cittadini di ogni età.

Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che, con infaticabile spirito di servizio, custodiscono questa memoria collettiva: la Pro Loco, il gruppo degli infioratori, la banda musicale “Cav. L. Paolacci”, il clero, i ministranti, le sagriste, i cori parrocchiali e, in modo particolare, il prezioso gruppo degli “incollatori”, autentici custodi della fede tra le pietre del nostro centro storico.

Alessandro De Paolis