Il 4 dicembre la Chiesa ha ricordato Santa Barbara, patrona del Corpo dei Vigili del Fuoco. A Palestrina, – come da tradizione -, la celebrazione si è svolta presso la caserma dei Pompieri con la Santa Messa alla presenza delle autorità civili e militari, dei Vigili del Fuoco del distaccamento prenestino e delle loro famiglie. A presiedere la Liturgia è stato l’assistente spirituale don Marcello Di Fulvio, da anni vicino al Corpo locale dei Vigili del Fuoco e concelebrata da don Casimiro Sowa, parroco della vicina chiesa di Gesù Redentore.
Nella sua omelia, don Marcello ha richiamato il significato del martirio come testimonianza di fede, ricordando il coraggio di Santa Barbara che non rinnegò Cristo neppure di fronte alla morte.
Commentando il brano delle tentazioni di Gesù, ha sottolineato come esse siano le stesse sfide che incontriamo nella vita quotidiana: la tentazione del pane, che riduce l’uomo ai soli bisogni materiali; la tentazione di mettere alla prova Dio, cercando “soluzioni magiche” alle sofferenze e alle crisi; la tentazione del potere (la più subdola), che alimenta egoismo e dominio sulle cose e sugli altri.
“Santa Barbara seppe vincere queste prove scegliendo l’amore di Cristo. Il Signore non chiede di rinunciare alle cose giuste e belle che danno frutto agli sforzi della vita, ma di vivere con coerenza, ricordando che per i cristiani la morte non è l’ultima parola, perché c’è la vita eterna;” ha concluso il presule.
Durante la celebrazione don Marcello ha voluto condividere anche la testimonianza vocazionale di fra Stefano Moccia, dell’Associazione Figli del Divino Amore, presente per animare la liturgia con il canto. La sua storia, segnata dall’abbandono del lavoro da termoidraulico per dedicarsi totalmente al servizio di Dio, è stata proposta come esempio di fiducia e abbandono totale all’amore divino.
Prima dei saluti finali, don Casimiro ha rivolto un messaggio ai Vigili del Fuoco, assicurando la sua disponibilità come buon “vicino di casa” a condividere momenti di preghiera comunitaria, di crescita spirituale e di fraternità conviviale.
La celebrazione si è conclusa con la tradizionale invocazione della preghiera a Santa Barbara: “La nostra vita è il fuoco, la nostra fede è Dio, per Santa Barbara Martire”.
Antonio Stazi





