A Genazzano, borgo arroccato tra le colline laziali, si venera da oltre cinquecento anni un’icona che, secondo la tradizione, arrivò in volo dall’Albania per sfuggire all’invasione turca. Da allora questo piccolo santuario non ha mai smesso di intrecciare le vite di chi vi si inginocchia: da Papa Leone XIII, che qui veniva da bambino con la madre, a Giovanni Paolo II, che vi si fermò a pregare prima del suo storico viaggio in Albania, fino a Papa Leone XIV, che l’ha scelto come prima tappa del suo pontificato. Il cuore di questa storia si racconta anche nel legame indissolubile con il popolo Albanese e nelle voci più semplici: quelle quella di una donna di Cave, scomparsa da poco alla soglia dei cent’anni, che qui — bambina malata di poliomielite — ricevette una grazia che ha portato con sé per tutta la vita. Uno speciale che intreccia tradizione, storia documentata e memoria viva, per raccontare perché, ancora oggi, si continua a venire fin qui a pregare la Madre del Buon Consiglio.
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