Giovedì 21 maggio, alla vigilia della festa di Santa Rita, nella splendida cornice di Cascia, Mirna Pompili, parrocchiana e catechista della Sacra Famiglia di Palestrina, ha ricevuto insieme ad altre due donne (Fanni Curi e Lucia di Mauro) il Riconoscimento internazionale Santa Rita. Il premio è stato istituito nel 1988 congiuntamente dal Monastero di santa Rita e dal Comune di Cascia con lo scopo di far conoscere al mondo le esperienze e l’operato di donne (di qualsiasi età, nazione e religione) che si sono distinte per aver vissuto ed incarnato i valori del perdono e dell’amore, pilastri della vita di Santa Rita. Come ricordato dalla madre badessa Maria Grazia Cossu: “Questo riconoscimento non celebra il successo e la notorietà, ma qualcosa di molto più profondo: la capacità di trasformare il dolore in amore, la ferita in misericordia, la sofferenza in speranza per gli altri.”
Il giorno 25 agosto 2024 Camilla, figlia ventenne di Mirna, è morta dopo essere stata investita mentre andava a messa. In questa tragica circostanza, Mirna ha cercato ed ha “subito perdonato chi ha investito sua figlia”, pensando più alla sofferenza di questa persona, che non alla propria. Questa è stata la ragione…
Questa è stata la ragione che ha fatto di lei una delle “donne di Rita” 2026. Questo gesto di perdono è divenuto fonte di vita e speranza, ha riavvicinato molte persone alla fede ed ha generato numerose iniziative di bene. La giornata di giovedì 21 si è aperta con una testimonianza delle tre “donne di Rita” presso la sala della Pace, alla presenza di parenti ed amici, ma anche di giovani studenti delle scuole locali.
Le testimonianze di Mirna, Fanni e Lucia ci hanno fatto fare un rapido cambio di prospettiva sulla realtà di ogni giorno: abbiamo sentito storie difficili, si è parlato di vite spezzate, ma si è parlato anche di lieto fine. Le voci emozionate di queste tre donne, che per via delle tragiche vicende vissute avrebbero avuto tutto il diritto di essere tristi e rabbiose, trasmettevano forza, gioia, mitezza, speranza. Mirna, Fanni e Lucia ci hanno portato su un piano di vita al di là delle comuni capacità umane, il piano di Rita, quello dell’impossibile. Eppure per loro è stato ed è tuttora possibile, grazie anche alla fede in Dio e nei valori cristiani.
Al termine della testimonianza le donne di Rita sono state invitate a partecipare alla piantumazione delle rose (simbolo di Santa Rita) presso il roseto comunale.
Nel pomeriggio, a seguito della messa presieduta dal Padre Generale dell’Ordine di Sant’Agostino Padre Joseph Farrell presso la basilica di santa Rita, Mirna, Fanni e Lucia hanno ricevuto il riconoscimento dalla madre badessa del Monastero di Cascia madre Maria Grazia Cossu. Il discorso finale della madre badessa ha coronato il momento della premiazione, sottolineando il legame tra la figura della santa e le tre donne premiate.
«Voi donne di Rita ci ricordate che il bene è possibile sempre, anche quando umanamente sembra impossibile. Queste donne non hanno cancellato il dolore, lo hanno attraversato e nel farlo sono diventate luce negli altri.[…] le loro storie sono un messaggio molto forte per noi, ci ricordano che il perdono non è debolezza, ma una forza capace di cambiare il cuore delle persone e delle comunità. Grazie a voi per la vostra testimonianza silenziosa e luminosa perché ci insegnate che la speranza può rinascere anche dalle ferite più profonde, perché continuate a credere nell’amore quando sarebbe più facile smettere di farlo, perché con la vostra vita rendete ancora vivo il messaggio di Santa Rita nel mondo».
Al termine di questa giornata siamo tornati a casa con il cuore colmo di speranza e fiducia nel bene, con la certezza che, anche se non se ne parla mai abbastanza, esistono storie sorprendenti di perdono e di rinascita.
Giulia Stazi





