Serrone: la parrocchia S. Pietro davanti al mistero della Sindone

Alla vigilia della Settimana Santa, la comunità di S. Pietro Ap. in Serrone ha vissuto un profondo momento di riflessione sulla Sacra Sindone. Dopo la Messa delle Palme, padre Joseph Spence, docente presso l’Ateneo “Regina Apostolorum”, ha guidato i fedeli tra storia, fede e scienza, commentando la copia a grandezza naturale voluta dal parroco don Piero Isola.

Il racconto ha ripercorso il viaggio del Telo: dalle origini a Gerusalemme alla comparsa a Lirey (1353), fino al passaggio ai Savoia e al trasferimento a Torino (1578). Cuore della relazione sono stati i dati scientifici che escludono la mano umana: assenza di pigmenti, informazioni 3D, presenza di sangue venoso e arterioso. Impressionante il dato sullo spessore dell’immagine (c. 70µm): “Prendi un millimetro e lo spezzi in 1.000 pezzi; uno di questi lo spezzi ancora in 5 parti: ecco la profondità dell’impronta”, ha spiegato il prof. Spence. La nuova datazione di un campione del Telo, ottenuta attraverso l’uso dei raggi X (De Caro, CNR-Bari), mostra un’età di 2.000 anni.

L’immagine si sarebbe formata per un irraggiamento dall’interno. Studi dell’Enea di Frascati ipotizzano una potenza di 34.000 miliardi di watt—un’energia pari alla produzione elettrica mondiale di un giorno—sprigionata in pochi miliardesimi di secondo. Tale processo resta oggi irriproducibile in laboratorio, confermando che la Sindone non è un falso, ma la reliquia più preziosa della cristianità.

Cinzia Di Fazio