Una serata di profonda spiritualità e riflessione ha segnato la comunità di San Silvestro Papa in Villa Adriana lo scorso venerdì 27 marzo. Presso la Chiesa di Gesù Salvatore, l’evento “Pasqua di Gesù, Pasqua di Francesco” ha offerto ai numerosi fedeli presenti, provenienti anche da altre parrocchie, un’occasione unica per prepararsi al mistero pasquale, proprio nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte del Poverello d’Assisi.
A guidare il percorso è stato Fra Massimo Fusarelli, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori, che ha accompagnato l’assemblea in una catechesi meditativa volta a riscoprire “Sorella Morte” non come una fine, ma come una maestra di vita.
L’incontro, accompagnato dalle armonie del coro parrocchiale, si è articolato in quattro momenti meditativi:
“Sapendo che era giunta la sua ora”: Partendo dal Vangelo di Giovanni (Gv 13, 1), si è riflettuto sul parallelismo tra Gesù e Francesco, due uomini che sono andati incontro alla morte con la consapevolezza di chi compie una missione d’amore. Entrambi, coscienti che la propria ora era giunta, hanno trasformato la fine in un atto di amore supremo.
Le molte morti che preparano il dono: La seconda meditazione ha esplorato le “molte morti” quotidiane che preparano il grande passaggio. È emerso come Francesco abbia appreso l’arte del morire non come una perdita, ma come un dono totale di sé.
Il Venerdì Santo è già Pasqua: nel terzo momento, l’attenzione si è spostata sulla nona strofa del Cantico di frate Sole. In un paradosso tipicamente cristiano, la comunità ha meditato su come sia possibile “cantare nel punto di morte”, scoprendo che il Venerdì Santo contiene già in sé i germi della Pasqua.
Il Desiderio di Vita: L’ultimo passaggio ha riguardato il desiderio di vita. Francesco, seguendo l’esempio di Cristo, ha insegnato a guardare alla morte “ad occhi aperti”, chiamandola “sorella” e non nemica. La speranza, in questo contesto, non è un sentimento vago, ma una vera e propria “scelta di campo”.
Alcune frasi citate da Fra Massimo alla fine del quarto momento, restano come filo conduttore di una riflessione, anche personale, che deve continuare:
“Ogni volta che non amo, la morte vince dentro di me”
“La vita donata non scompare ma risorge”
“La morte è una promessa di vita” se sappiamo “riconoscere la vita eterna che è in noi”
Con una preghiera corale e un canto ispirato al Cantico di Frate Sole, si è conclusa la serata lasciando alla comunità di Villa Adriana un messaggio di luce in attesa della celebrazione della Risurrezione del Signore.
Stefania Melezi





