Venerdì 11 settembre presso il museo diocesano prenestino di arte sacra è stata inaugurata l’esposizione di Adelaide Modonesi dal titolo Stabat Mater.
Questa iniziativa si configura come il terzo capitolo della rassegna Face 2 Face, progetto a cura del dottor Alain Vidal, che mette in dialogo l’arte contemporanea con la collezione museale e gli spazi dell’istituto culturale diocesano nel palazzo vescovile.
Modonesi si è ispirata alla statua della Madonna di Fatima esposta col suo manto blu cobalto nella sala dei paramenti, al piano superiore del Museo diocesano.
Adelaide ha spiegato al pubblico intervenuto le ragioni della sua scelta e le risonanze che l’hanno portata a realizzare la sua installazione – su una tela povera, di scarto – privata del colore, che provocasse a sua volta una suggestione “scabra, essenziale, atemporale” l’ha definita l’artista, dove l’oro della corona e delle stelle e ornamenti del manto sta a simboleggiare la luce divina, mentre la figura di Maria emerge dal caos delle macerie e si staglia sul fondo nero monocromo del dipinto.
La musica composta da Pergolesi (1710-1736) accompagna l’installazione che prende il titolo dall’inno del XIII secolo attribuito a Jacopone da Todi. Questo componimento richiama immediatamente alla mente di molti il rito della via crucis. La Chiesa nella liturgia del 15 settembre, memoria di Maria Addolorata, inserisce questa sequenza (facoltativa) prima del canto dell’Alleluia. Maria sta in lacrime presso la croce a cui è appeso il Figlio, l’orante chiede di essere unito al dolore di lei, il cui cuore è trafitto da una spada.
La Madre che sovrasta il caos è stata composta dall’artista in un percorso che a suo modo è stato una preghiera e si offre come “una dolorosa preghiera contemporanea”.
Maria Teresa Ciprari





