Stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa

Viaggio nella lettera pastorale del Vescovo Mauro per l’anno pastorale 2025 -2026

La nuova lettera pastorale che il Vescovo Mauro ci ha consegnato il 15 agosto e sulla quale siamo chiamati a camminare in questo anno è in continuità con gli ultimi documenti, si cerca proprio di dare continuità a quel ritorno alle origini che è necessario quando dobbiamo capire dove andare.

Sicuramente nota il vescovo siamo in un tempo di crisi, una crisi di Fede esterna alla chiesa, Dove è finita, è terminata una società tendenzialmente cristiana, portata a fare scelte cristiane.

Viviamo anche un tempo di crisi all’interno della chiesa, dove forse si può avvertire stanchezza, mancanza di entusiasmo e di gioia nel portare avanti iniziative che vengono sì programmate ma mancano di mordente e di spirito profetico. È necessario allora ritornare a quell’evento di Grazia da cui tutto ha preso origine, che è il nostro battesimo. Tutti noi siamo frutto di una storia, non veniamo dal caso e anche la grazia di Dio è qualcosa che ci precede. Il battesimo ricevuto da bambini è un dono che non ci siamo meritato, è un regalo che ci hanno dato sì i nostri genitori, ma che ci ha dato Dio Padre stesso. All’origine della nostra vita c’è una volontà buona non c’è il nulla o il caso.

Il battesimo, l’origine del nostro essere cristiani, ci fa vivere in questa fiducia: siamo stati voluti. Io esisto, ho il mio essere da qualcun altro, non sono io che devo inventare la mia vita, ma la mia vita la ricevo per una missione: essere re, sacerdote e profeta. La mia vita quindi ha un senso, non la devo strappare io dal nulla, perché qualcuno ci ha pensato per me e questo restituisce speranza anche nei momenti di crisi.

Daniele Masciadri