Nella solennità celebrata nella diocesi tiburtina l’esortazione del Vescovo a mettersi al servizio
Nella XIX domenica del Tempo Ordinario la Diocesi di Tivoli ha solennemente celebrato il proprio patrono san Lorenzo martire. Nel duomo tiburtino, presenti il clero, i canonici, le autorità civili, il popolo di Dio, il vescovo Mauro ha presieduto la Messa, ricordando il coraggio e la fermezza nella fede dell’arcidiacono, diretto collaboratore del Papa e custode dei beni della Chiesa, martire nel 258, durante la persecuzione dell’imperatore Valeriano, che aveva causato la morte anche di Papa Sisto II. «Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma» così, richiamando il Vangelo del giorno, il Vescovo ha iniziato la propria meditazione, sottolineando come Lorenzo abbia incarnato con la sua vita l’invito che il Signore rivolge ad ognuno di noi anche oggi. «Quello cioè – ha incalzato mons. Parmeggiani – di metterci a servizio, entrare in uno stile autenticamente diaconale – ossia di servizio – a un Dio che vale molto di più di ogni potente della terra perché Lui è Dives in misericordia, è grande nell’amore. E noi dobbiamo metterci al suo servizio in attesa di stare per sempre con Lui».
Ricordando anche le parole che papa Leone XIV ha rivolto ai giovani a Tor Vergata, il vescovo Mauro ha ancora esortato i fedeli: «occorre dunque che sull’esempio di San Lorenzo, sull’invito di Gesù, sappiamo vendere ciò che, possedendoci, ci rende schiavi, ci rende meno liberi e puntare al tesoro sicuro nei cieli», un tesoro che non si consuma e che non può esserci sottratto. «Che è il Regno di
Dio per cui vale la pena vivere e morire così come hanno fatto tanti santi e martiri, quel tesoro che deve essere al centro del nostro cuore, dei nostri interessi perché è la speranza vera, è la vita eterna con Dio che non viene meno e alla quale dobbiamo volgere il nostro cuore come fece il diacono Lorenzo». La nostra vita non vada avanti per obblighi e divieti – l’invito di mons. Parmeggiani, «ma per una passione, la passione per la bellezza e bontà di Dio che è il nostro tesoro, il tesoro per cui vale la pena vivere e morire, che è la nostra speranza così come fu la speranza per il diacono Lorenzo».
Nell’imminenza della festa solenne, per i 1800 anni dalla nascita del martire, la parrocchia di San Lorenzo sul proprio sito web ha proposto un pellegrinaggio virtuale, curato da Antonio Marguccio, alla tomba del martire, nella Basilica Patriarcale di San Lorenzo fuori le Mura.
Maria Teresa Ciprari





