Valsecchi, i nativi digitali e le sfide di Internet

L’educazione al tempo di Internet e dei Social non è impresa facile e richiede grande competenza. Per meglio preparare catechisti e accompagnatori dei genitori sull’argomento, Don Gianluca Zelli, Direttore dell’UCD di Tivoli e Vicario Episcopale per la Catechesi, ha promosso una giornata formativa che si è tenuta nella giornata di sabato 7 febbraio a Villa Adriana, gentilmente ospitati dalla Parrocchia di San Salvatore. Le relazioni ascoltate dai numerosi partecipanti sono state affidate al Prof. Alberto Valsecchi, psicologo e psicoterapeuta, nonché socio fondatore e vice presidente dell’Associazione Parvus. Don Gianluca aprendo i lavori ha sottolineato quanto sia necessario conoscere l’universo digitale dentro il quale i nostri ragazzi navigano così da poterli accompagnare umanamente e spiritualmente.

La cornice di riferimento parte sempre dalla Parola di Dio: Atti 2, 4-11. Gli Apostoli sono pieni di Spirito Santo e cominciano a parlare in altre lingue: dunque, il frutto dello Spirito è un modo nuovo di annunciare attraverso un linguaggio che azzera ogni distanza e si incarna nella storia.

A generare la distanza è la paura. Lo spiega in modo molto preciso il prof. Valsecchi. 

Sottolinea come le nuove frontiere della tecnologia ci spaventano. In primis va compreso il funzionamento della mente di un “nativo digitale” partendo dal principio basilare che tutto ciò che è virtuale non è reale: tra reale e rappresentazione del reale operata dal nostro cervello c’è una differenza all’interno della quale viene a trovarsi un inganno. La realtà virtuale è tutta rappresentazione ma grazie ad una tecnologia sempre più avanzata tale realtà diventa efficacemente vivida e ingaggiante per la mente.

Per i nostri ragazzi nativi digitali Internet è maestro di vita perché coinvolgente, rapido, sempre sul pezzo, superinformato e perciò “veritiero”. Lo smartphone è il prolungamento del loro corpo da cui mai si distaccano, né di giorno né di notte: nessuno li ha istruiti all’utilizzo di questo strumento e perciò ci ritroviamo a dover affrontare un’emergenza educativa nonostante essi mostrino una grande familiarità nell’approccio ai dispositivi. Ciò ha altresì comportato un vero e proprio ribaltamento pedagogico, dove è l’adulto a rivolgersi al giovane per imparare ad utilizzare questi apparati sempre più avanzati.

L’era digitale, spiega Valsecchi, ha influito sulla nostra mente dal punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale. Il giovane che trascorre molto tempo sui dispositivi è iperstimolato a scapito dell’attenzione: il cervello riceve un flusso incessante e ripetitivo di informazioni (overthinking) che genera ansia e disturbi del sonno.

Inoltre si verifica un analfabetismo funzionale perché si è incapaci di analizzare criticamente tutte queste informazioni. I giovani soffrono di disregolazione emotiva e dipendenza patologica da Internet (IAD – Internet Addiction Disorder). Paradossalmente i Social aumentano la comunicazione ma indeboliscono la relazione: i nostri ragazzi sono sprovvisti di esperienze relazionali vis-à-vis. Si amano e si odiano sempre stando dietro uno schermo, fino a scegliere di isolarsi completamente restando chiusi nella loro stanza (hikikomori).

Sono attratti dalle sfide social (fenomeno delle challenge) pericolose e autolesioniste o dall’esposizione del proprio corpo che alimenta la violenza digitale della revenge pornography. Altri fattori di rischio sono purtroppo ben noti: sexting, trolling, cyberbullismo, adescamento, furto d’identità. Internet ci mette dinanzi ad un cambiamento antropologico non solo in senso negativo: grazie alle nuove tecnologie possiamo conoscere ogni argomento, comunicare da un capo all’altro del mondo, affinare la creatività e la capacità di sintesi, accorciare i tempi e diminuire le distanze, condividere esperienze e interessi, utilizzare l’AI perchè risponda ad ogni nostro più profondo interrogativo. Ma non riusciamo più ad essere in comunione: per salvare questa nostra umanità che si disgrega e si isola dobbiamo aprire le porte del Cenacolo per andare a ricostruire una comunità che sappia vivere insieme. Il corso di formazione con il prof. Valsecchi proseguirà online lunedì 16 febbraio alle 20:30.

Ivana Imperatori