Veglia di Pentecoste a San Vittorino

Il Vescovo Mauro ha presieduto la liturgia della Parola e consegnato alla comunità diocesana la lettera pastorale “A ciscuno una manifestazione particolare dello Spirito”

Alle 21 di sabato 23 maggio, una luce crepuscolare, tra l’arancio e il rosso fuoco, attraversa le vetrate del Santuario N.S. di Fatima a San Vittorino. È la vigilia di Pentecoste. Dal grande portone avanza la processione del clero diocesano, insieme al Vescovo Mauro. Il canto soave del Veni Sancte Spiritus accompagna l’ingresso, mentre alcune danzatrici della Holy Dance, con grazia discreta e luminosa, hanno armonizzato il momento. È la Veglia diocesana di Pentecoste.

La comunità si è raccolta nel ricordo del giorno in cui nasce la Chiesa cattolica, “la Chiesa universale alla quale apparteniamo e nella quale siamo entrati grazie ai sacramenti del Battesimo e della Confermazione”, ricorda il Vescovo. La celebrazione, nella forma della Liturgia della Parola, è intensa: la Scrittura risuona, proclamata e cantata, accolta nel silenzio assembleare. Ci si prepara al soffio dello Spirito, come nel Cenacolo.

Il Vangelo di Giovanni ricorda che il Risorto alitò “pace, amore e capacità di perdono sui discepoli”, inviandoli ad annunciare il Vangelo. È la missione di tutti noi battezzati e cresimati! Dopo il rinnovo della professione di fede, il Vescovo consegna la nuova Lettera Pastorale: un invito a riconoscere e mettere a servizio i carismi ricevuti per il bene comune, a custodire l’unità e a vivere il sacerdozio comune dei fedeli. Annuncia poi un necessario cammino di discernimento e formazione dei candidati ai ministeri, insieme alla volontà di una sua futura Visita Pastorale nelle parrocchie. Tutto è affidato all’azione dello Spirito: scendi abbondantemente sulla nostra Chiesa di Tivoli e di Palestrina. Aiutaci a comprendere che grazie al Battesimo tutti siamo divenuti sacerdoti, re e profeti…”, ha concluso il Vescovo.

Antonio Stazi