Dopo la bella esperienza vissuta lo scorso aprile presso la Casa di spiritualità delle Suore Mercedarie di Nemi, nel Coro diocesano di Palestrina è maturato il desiderio di ritrovarsi all’inizio del nuovo anno pastorale per una giornata di fraternità, preghiera e formazione. Questa volta ad accoglierci sono state le Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue di Palestrina.
Sotto il pergolato della comunità, la preghiera dell’Ora media ha aperto la giornata, affidando al Signore quanto avremmo vissuto insieme.
Il primo momento di formazione, guidato da don Ludovico Borzi, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, ha avuto come filo conduttore la catechesi di papa Leone XIV del 19 agosto sulla musica sacra, nel percorso sulla Sacrosanctum Concilium. La lettura condivisa ha suscitato un confronto sulla funzione ministeriale della musica: «cantare e suonare significa pregare, sintonizzando il proprio cuore con quello delle sorelle e dei fratelli e con Dio». Chi canta svolge un vero ministero liturgico, al servizio dell’assemblea: il canto favorisce la comunione e la partecipazione attiva.
Da qui la responsabilità nella cura dei testi e nella scelta dei canti, che richiedono formazione e consapevolezza. Particolare attenzione è stata dedicata all’inculturazione, spesso associata a popoli e culture lontane, ma che interpella anche il nostro presente. Come può la musica liturgica parlare oggi alle nostre comunità e alle nuove generazioni?
Suor Maria Alessia Pantaleo AJC, direttrice del Coro diocesano, ha poi approfondito la forza della musica, capace di coinvolgere corpo e mente e di raggiungere l’interiorità. Quale spazio le riconosciamo davvero nelle nostre celebrazioni? Il canto non può ridursi a sottofondo o riempitivo, né al semplice gusto personale: è preghiera e conduce all’incontro con Dio. Anche il silenzio va riscoperto come autentico spazio di ascolto.
La celebrazione eucaristica ha raccolto nella preghiera quanto vissuto e condiviso. Il pranzo all’aperto e la fraternità hanno accompagnato il pomeriggio, concluso con i Primi Vespri. Voci diverse, una sola comunione: fare coro significa anche imparare insieme ad accordare i cuori.
Gabriele Mancinelli





